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Rassegna stampa Astoi
L'Agenzia di Viaggi - Nelle mani di Franceschini

L'Agenzia di Viaggi - Nelle mani di Franceschini

05 Marzo 2014


La promessa del neoministro: «Il turismo al centro dell azione di governo»

Sul tavolo il decreto Valore Turismo, eredità di Massimo Bray

Il turismo passa nelle mani di Dario Franceschini, subito ribattezzato dal web "uomo per tutte le stagioni". Fedelissimo di Enrico Letta che l'aveva fatto ministro per i Rapporti con il Parlamento; e ora altrettanto fedele alleato del nuovo premier Matteo Renzi, che ha deciso di affidargli il nostro ministero: quello per i Beni e le attività culturali e il Turismo, dove il turismo - per l'appunto - continua a restare una voce secondaria. Così Franceschini, equilibrista tra un Pd e l'altro, prende il posto dell'ormai ex Massimo Bray : a lui spetterà il compito di far approvare il decreto Valore Turismo e rimettere in sesto un'industria zoppicante. Soprattutto in vista dell'Expo 2015.

Nel governo "arrivo, arrivo" - come recitava il tweet di Renzi dopo due ore di consultazioni al Quirinale - Franceschini affida sempre a Twitter la sua prima dichiarazione d'intenti: "Proverò a portare cultura e turismo al centro dell'azione di governo del Paese con il più grande patrimonio culturale del mondo". E subito il popolo della rete si scatena. "Con quali competenze? Quelle da #vicedisastro di quando eri vicesegretario #Pd?", scrive qualcuno. "Prova a non dire frasi di circostanza, sarebbe un buon inizio", risponde qualcun altro.

«Mi sento come il ministro del petrolio»

Passano le ore, il governo s'insedia, Franceschini prende coscienza del suo ruolo. «Mi sento come il ministro del petrolio in un Paese arabo», dichiara dopo il giuramento. Il primo atto da titolare del Mibact è la visita al museo storico della Liberazione di Via Tasso, a Roma. È qui che ribadisce il valore economico del suo dicastero: «La storia e la bellezza italiana saranno finalmente al centro delle scelte del governo per la crescita e lo sviluppo».

Nel frattempo Bray si congeda, sempre su Twitter, con un messaggio da 140 caratteri: «Questa storia come tutte le storie ha un fine. Grazie al personale del @Mi_BACT e ai cittadini che, come me, ci hanno messo cuore e passione». Da parte sua, Franceschini gli riconosce «alcune cose buone». In particolare l'accorpamento dei ministeri e il decreto Valore Turismo, stilato ma tuttora nel cassetto. «Si tratta di continuare sulle cose positive già fatte e, come sempre bisognerebbe fare nella vita, cercare di migliorare», dichiara a Radio 1 il neo ministro, già avvocato e autori di romanzi pubblicati da Bompiani.

«Abbiamo perso troppo tempo - aggiunge  Siamo sempre stati un Paese a forte attrazione turistica. Il paradosso è che negli ultimi anni si è avuta una forte espansione da nuove, grandi aree del mondo, e noi invece abbiamo registrato una flessione nella capacità di accoglienza».

Stesso concetto è espresso nella lettera ai "professionisti della cultura" pubblicata sul sito del Mibact (www.beniculturali.it): «Con voi desidero impegnarmi per rilanciare con orgoglio un programma di grande respiro», scrive. «È utile e vitale tornare a considerare la cultura un potente volano per lo sviluppo economico e sociale», conclude.

Le reazioni delle associazioni

La volontà di inserire il turismo tra le priorità del governo Renzi, guadagna a Franceschini il placet di alcuni protagonisti dell'industria. Positivo il giudizio di Giorgio Palmucci , presidente di Confindustria Alberghi: «È un segnale importante. A un anno da Expo 2015 e con un trend crescente della domanda mondiale, il turismo si candida ad attore della ripresa economica del Paese, ma è necessario non far passare altro tempo».

Fiducioso anche Mario Buscema, presidente di Federcongressi&eventi: «Mi congratulo con Franceschini - afferma - Devo tuttavia segnalare che è il terzo ministro a cui mi rivolgo da quando guido l'associazione, ovvero da me