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L'Agenzia di Viaggi - «L Enit si muova!»: protestano Astoi e il Pd

L'Agenzia di Viaggi - «L Enit si muova!»: protestano Astoi e il Pd

11 Novembre 2011

Ribolle la protesta nel mondo del turismo per il fermo istituzionale in cui è impantanata l Enit-Agenzia del Turismo: come noto, il ministro Brambilla ha firmato in luglio scorso il decreto che ricostituiva gli organi di governo dell Agenzia. Ma la conferma di Matteo Marzotto al vertice di Enit (come commissario già dal 2008) è stata messa in forse in ottobre, quando durante i lavori della Commissione attività produttive di Montecitorio il ministro Brambilla ha dovuto ritirare la nomina, sostenuta dal Presidente del Consiglio, a rischio bocciatura per la defezione di tre dei deputati appena usciti dalla maggioranza. E comunque dalla fine di luglio a ora il consiglio di amministrazione dell Enit non si è ancora mai riunito.

«Lo stallo dell Enit è l ulteriore dimostrazione di un Paese che non riesce a fare passi in avanti» protesta in una nota Roberto Corbella, presidente di Astoi, associazione dei tour operator italiani. E aggiunge: «In periodi difficili come questo servono scelte coraggiose e tempestive: la mancata convocazione del consiglio d amministrazione dell Enit prolunga una gestione commissariale che di fatto non c è più, ed è indice di un emergenza non procrastinabile».

«Non possiamo stare fermi»

Corbella si richiama alla funzione imprescindibile dell Enit, al cui interno siedono le Regioni che dovrebbero coordinarsi per una promozione congiunta dell Italia. «Al di là delle reali motivazioni per cui al presidente Marzotto è stata ritirata la nomina e senza entrare nel merito giuridico della questione  continua  è importante ripetere che in condizioni di mercato così difficili l Enit ha bisogno di ripartire subito. In caso contrario siamo di fronte a grave responsabilità politica. Abbiamo più che mai bisogno di un Enit forte che riunisca imprese, regioni e governo centrale per promuovere l Italia, in una situazione che non ci consente di stare fermi, mentre gli altri Paesi lavorano aggressivamente per conquistarsi più mercato». E infine Corbella invita il vice presidente Enit Di Dalmazio a convocare tempestivamente il cda.

Nelle scorse settimane il tema era già stato oggetto di commenti preoccupati dal mondo delle imprese. Hanno parlato di una  situazione scandalosa Federalberghi, Assoturismo-Confesercenti e Confindustria; e Alfredo Zini, presidente dell Ente Bilaterale Nazionale del Turismo, ha invitato tutti a «mettere da parte gli interessi di bottega», per «far uscire Marzotto dal limbo nel quale di fatto non è più né presidente né commissario», con grave danno per l industria e per la promozione internazionale del prodotto Italia.

Infine c è l ultimatum lanciato al ministro Brambilla da Armando Cirillo, responsabile turismo del Partito Democratico: «Prima di lasciare definitivamente via della Ferratella  scrive Cirillo  il ministro chiarisca le motivazioni che hanno portato il governo a rinunciare al parere della Commissione attività produttive, commercio e turismo della Camera sulla nomina del presidente Marzotto».

Una vicenda che  afferma Cirillo  ha trascinato l Agenzia nel caos, priva del cda, pur ufficialmente nominato con decreto del 13 luglio, che dovrebbe dettare le politiche di promozione. «Si vuole impedire al cda di funzionare  insiste Cirillo  e di programmare le politiche di promozione. Il ministro Brambilla trovi almeno il coraggio di spiegare agli operatori del settore le ragioni di questa scelta irresponsabile del governo che danneggia il turismo italiano, un settore che ha subìto misure sbagliate: dal federalismo fiscale municipale all aumento dell Iva al 21% al cosiddetto  Codice del turismo che complica la vita delle imprese e le rende meno competitive».

Vale la pena di ricordare che nel cda costituito a luglio siedono con il presidente Matteo Marzotto e il vice presidente Mauro Di Dalmazio, coordinatore degli assessori regionali al turismo; Bernabò Bocca, pres