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L'Agenzia di Viaggi - La paura non ferma i viaggi

L'Agenzia di Viaggi - La paura non ferma i viaggi

12 Dicembre 2015

Nel dopo Parigi il turismo sembra essere diventato più difficile e pericoloso

Gli operatori reagiscono: è importante saper convivere con il terrore

Le contromisure dei big player Convivere con la paura. Ci dobbiamo fare i conti. Tutti. Ma il turismo ci deve fare i conti un po' di più. Perché l'economia turistica è fatta di spostamenti, di curiosità di visitare luoghi 'altri', di attraversamento di frontiere, di incontri con la gente. Di tutto ciò che nel dopo Parigi (ma a dire il vero la reale radice dovrebbe essere ricercata nell'attentato alle Torri Gemelle di N.Y.) è diventato maledettamente difficile e pericoloso. E che, per l'appunto, fa paura. Eppure, l'umanità, per sua stessa intrinseca natura non intende rinunciare a questa libertà, come ha scritto Michele Serra su La Repubblica e, tanti secoli prima, anche Omero nell'Odissea.

I dati dell'Unwto parlano chiaro: due miliardi di viaggiatori entro il 2030, e non ci si venga a dire che si tratta di una relazione del 27 settembre, quindi del pre-Parigi, perché il 27 settembre (Giornata Mondiale del Turismo) c'erano già stati gli attentati di Charlie Hebdo, di Sousse e del Bardo, solo per citare il 2015, e solo i luoghi più 'empatici' a noi. Turisticamente parlando s'intende. Al momento il mondo è sotto shock.

Il ministro Dario Franceschini alla Bto di Firenze ha detto che: «La paura del terrorismo sta provocando qualche calo nel movimento turistico delle grandi città».

Anche Jacopo De Ria, presidente Fiavet, ha registrato un calo di prenotazioni sulla Francia dell'immediato dopo 13 novembre, ma ha anche aggiunto che per le reali conseguenze bisognerà attendere qualche settimana. Rilanciando: «Una cosa è certa: i viaggiatori sono ormai abituati a convivere con certi fenomeni e non rinunciano a viaggiare, anche se le misure di sicurezza impongono tempi e modalità più pesanti per muoversi».

Ancora più pragmatici gli esperti. Tra questi Stefano Landi, già capo del Dipartimento Turismo, docente allo Iulm di management e turismo e, prima ancora, ricercatore al Censis: «La domanda turistica tende a riassorbire gli eventi in poco tempo. E il comportamento del turista sembra assuefarsi alla possibilità di questi atti, vuoi per una sorta di rimozione psicanalitica, che per una sorta di 'vaccinazione progressiva'. Effetto Mitridate, si dice in medicina». Ma che significa convivere con il terrorismo? Dipende. Da un lato c'è il mutamento della geografia del turismo che sta diventando sempre più vorticoso, con alcune destinazioni off limits e altre, nuove, che si aprono al turismo. Ci sono poi le reazioni "a caldo" come quella delle 160 agenzie di viaggi nel bresciano che qualche giorno fa hanno chiesto lo stato di crisi. E ci sono poi le proposte degli operatori che cercano di reagire con positività, come è emerso da quelli presenti alla tavola rotonda romana di Welcome Travel.

«Noi siamo avvantaggiati - dice Carlo Schiavon, direttore commerciale di Costa Crociere - Se necessario possiamo modificare, anche al volo, qualsiasi rotta». C'è chi punta sulle assicurazioni.

Come Veratour: «Nel catalogo 2016 usciremo con prodotti assicurativi in grado di riproteggere il cliente anche in caso di terrorismo», anticipa il direttore vendite Massimo Broccoli. O come la stessa Costa, che sta lavorando, afferma Schiavon «a una polizza, dal 1° giugno 2016, che permetta la cancellazione fino al giorno prima della partenza».

O come Francorosso, il cui direttore commerciale Andrea Moscardini sottolinea: «Disponiamo di polizze di riprotezione già da qualche anno e comunque va riconosciuto che noi operatori abbiamo fatto sforzi enomi per non lasciare alcun cliente senza tutela».

Gli fa eco Luca Battifora, ceo Hotelplan e presidente Astoi: «Mai nessuno lasciato a piedi. A differenza di chi si è affidato al solo web».

Anche Welcome Travel, conferma Paolo Vairo ad del network, sta approntando con alcuni broker un prodotto che preveda l'annullamento anche per motivi di terrorismo: «Si tratta di una proposta ad hoc, presto sul mercato, che brandizziamo come Welcome Relax. La paura è un elemento concreto e ormai è necessario prevederla». E, si diceva, saperci con- vivere . Per poter continuare, comunque e sempre, a vivere. - di Maria Paola Quaglia

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