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L'Agenzia di Viaggi giornale on line - Astoi alle agenzie di viaggi: servono regole sul tailor made

L'Agenzia di Viaggi giornale on line - Astoi alle agenzie di viaggi: servono regole sul tailor made

06 Novembre 2012


Il fuel surcharge richiesto dai vettori, incassato e girato dai tour operator senza alcuna remunerazione, e l altissimo numero di preventivi richiesti dalle agenzie, quasi sempre senza esito, si traducono in costi ormai insostenibili. Il Gruppo di Lavoro Tailor Made di Astoi, coordinato da Andrea Mele (Viaggi del Mappamondo), ha deciso di trovare
soluzioni concrete in tempi brevi. «La partecipazione di tutti i tour operator alla riunione, i titolari in persona  precisa Andrea Mele  indica l importanza di questo organismo interno che vuole assolutamente trovare la strada giusta per uscire da una situazione totalmente antieconomica per le aziende».

I pacchetti tailor made

Al primo punto i pacchetti tailor made, per i quali i tour operator sono costretti a inviare un alto numero di preventivi richiesti dalle agenzie, che ovviamente si rivolgono nel contempo a cinque o sei operatori competitor, quasi sempre senza arrivare alla vendita. Il Gruppo di Lavoro sta studiando misure per riequilibrare il rapporto tra preventivi richiesti e operazioni a buon fine, per ridurre l impatto economico negativo del fenomeno. Il che lascia presagire l istituzione di una fee per i preventivi, Andrea Mele non lo esclude: «È sicuramente un ipotesi all ordine del giorno e c è più di un tour operator che sarebbe tentato di istituzionalizzarla subito. Di certo vogliamo far capire all intermediazione che non si possono chiedere sei o sette preventivi per lo stesso cliente o addirittura preventivi per quattro, cinque mete diverse, perché tutto questo ha un costo troppo alto per tutti noi». «Basti pensare  aggiunge Mele  che ora sul volume complessivo di preventivi per ogni singolo t.o. solo il 5-6% va a buon fine. Da tempo, tra l altro anche i corrispondenti esteri lavorano per conto proprio con i network. E allora? È arrivato il momento di mettere dei paletti, o insomma delle regole. Noi abbiamo un costo del personale molto elevato che non possiamo più sostenere senza ricavi concreti, anche alla voce preventivi».

YQ, il supplemento carburante

Altro fronte aperto per i t.o. è quello del YQ, il supplemento carburante sulle tariffe aeree, per importi sempre più elevati e spesso superiori alla tariffa stessa, non commissionabili, a volte non rimborsabili, che generano un consistente volume d affari, e fanno aumentare l importo della fidejussione richiesta dalla Iata. La riscossione del surcharge per conto delle compagnie aeree, si è detto, non solo non porta alcun margine di guadagno ma produce una perdita certa per i tour operator che, oltretutto, si assumono il rischio dell eventuale impagato da parte dell agenzia/cliente. Anche qui Andrea Mele è esplicito: «Stiamo seriamente pensando di chiedere una fee su questo servizio di riscossione, che per noi ha un costo e un rischio che ci devono essere riconosciuti». «Con i livelli raggiunti dal surcharge, tra l altro, ogni 100 euro di biglietteria aerea emessa circa 40 euro coprono le tasse da incassare. Ma c è di più: le compagnie aeree ritoccano il surcharge continuamente, costringendo noi operatori ad avvertire la clientela e a passare all incasso magari anche un ritocco di 10-20 euro. Non si può più farlo gratis». Dunque il Gruppo di Lavoro Astoi passa all attacco, o meglio passa all incasso, come spiega lo stesso Mele: «È chiaro che ormai le strade per le prenotazioni sono mille, ma noi non possiamo più fare consulenze gratuitamente, tantomeno fungere da uffici del turismo e da banche per conto terzi». - di Andrea Lovelock