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La Turchia ha voglia di rilancio

La Turchia ha voglia di rilancio

05 Ottobre 2016

Tra le opportunità l’accordo firmato a fine luglio con l'Unwto

La Turchia manifesta una voglia di rilancio. Il Paese, nonostante la difficile situazione internazionale, ha visto giungere tra gennaio ed agosto 2016 più di 17 milioni di turisti. Il Ministero della Cultura e del Turismo non nasconde le difficoltà, ma desidera sottolineare quanto abbia lavorato in questi ultimi mesi per garantire la massima tutela dei turisti in vacanza in Turchia. "L'ospite è tradizionalmente sacro per il popolo turco e anche per questo è fondamentale che si senta protetto come fosse a casa propria. L'impegno per la sicurezza è la priorità numero uno del Governo e sono state prese tutte le misure necessarie in linea con i più alti standard internazionali, come più volte comunicato in questi ultimi mesi", sottolinea una nota dell'ente.

Tra le opportunità per il rilancio del Paese c’è l’accordo firmato a fine luglio tra Unwto e Turchia per dare ossigeno al settore turistico, che vede impiegato oltre l'8% della forza lavoro ed è una delle fonti principali di ricchezza del Paese. "La Turchia è fondamentale per noi. è nostro dovere sostenerla in uno dei suoi più importanti settori economici", ha detto il segretario generale di Unwto, Taleb Rifai.

Il ventalgio d'offerta del Paese prevede turismo culturale, balneare, sportivo o termale, l'avventura e il turismo "green", i city break e i viaggi di nozze, ma anche possibilità di shopping o di gustare la gastronomia locale. Si punta soprattutto alle mete classiche, la Costa Egea con Izmir e la Costa Turchese con Antalya, due aree ricche dal punto di vista paesaggistico e storico-artistico, ma anche la provincia di Mugla con Bodrum, Fethiye, Marmaris e Datça, tra le preferite dal turista italiano, che qui può approfittare anche di un giro sul caicco. Oltre alla Cappadocia, con i suoi camini delle fate e le chiese rupestri affrescate, e Pamukkale, con le sue cascate di calcare bianco e le sue vasche che riflettono il colore del cielo. 

E, parlando di Unesco, ci sono anche i siti che fanno parte del Patrimonio Mondiale dell’Umanità, tra cui l’ultimo - in ordine di inserimento - ovvero il sito archeologico di Ani, in Provincia di Kars in Anatolia Orientale. - Fonte: Guidaviaggi.it