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La Sicilia - «Stop viaggi nel Mar Rosso» Gli operatori: siamo nei guai

La Sicilia - «Stop viaggi nel Mar Rosso» Gli operatori: siamo nei guai

01 Marzo 2014


Allarme terrorismo, lo "sconsiglio" di Italia e altri Paesi Ue

«Solo oggi 5mila rientri e altrettante partenze»

Scatta l'allarme terrorismo in Egitto: dopo l'attacco ai turisti a Taba e le minacce qaediste dei giorni scorsi, la Farnesina scende in campo sconsigliando agli italiani di andare nel Paese. Anche nei resort del Mar Rosso - da Sharm a Taba e Dabah - da sempre meta delle vacanze di tanti connazionali e rimasti ultimamente fuori dalle black-list delle località turistiche "pericolose". Una misura scattata ieri non solo in Italia, ma anche in altri paesi Ue, come Olanda, Germania, Belgio e Svizzera che hanno "richiamato" i loro turisti dalla "terra dei Faraoni", organizzando anche voli charter di rimpatrio.

Nel Paese c'è un «clima di instabilità e turbolenza che spesso sfocia in gravi turbative per la sicurezza. Tale perdurante e difficile fase di transizione conferma la possibilità di azioni ostili di stampo terroristico in tutto il Paese», mette nero su bianco la Farnesina nel suo sito "viaggiaresicuri" dedicato alle informazione e agli avvisi per gli italiani in viaggio nel mondo. E spiega che, a differenza del passato, il pericolo ora riguarda anche il Sinai e quella costa del Mar Rosso, da Sharm a Taba e Dabah, da sempre amata dagli italiani. Italiani che - è il consiglio - sono invitati anche a non fare «viaggi non indispensabili» in Egitto ad eccezione «delle aree turistiche in alto Egitto, della costa continentale del Mar Rosso» e quindi Hurgada e Marsa Alam e «quella Mediterranea», dove comunque - è la raccomandazione - non si dovrebbe andare se non appoggiandosi a Tour Operator "professionali".

Un duro colpo per i tanti che stavano programmando, anche in vista della Pasqua quando il Mar Rosso diventa tra le destinazioni più gettonate, una vacanza nel Paese. Che arriva dopo l'attacco di Taba di un paio di settimane fa quando una bomba esplose colpendo un bus di sudcoreani e facendo un tragico bilancio di tre turisti uccisi e oltre 15 feriti. Un attentato cui, solo pochi giorni fa, è seguita una vera e propria minaccia del gruppo qaidista Ansar Beit el Maqdis, i "Partigiani di Gerusalemme", che ha messo in guardia gli stranieri: «Lasciate il Paese». Quanto avvenuto a Taba è «stato solo un avvertimento», scriveva il gruppo nel suo messaggio via twitter dopo aver rivendicato l'attacco ad opera di un «uno dei suoi eroi», il kamikaze autore dell'attentato.

Secondo gli ultimi dati dell'Ente del turismo egiziano lo scorso anno si è registrato già un calo di circa il 30%, con 504.110 italiani accolti nel Paese nordafricano: numeri molto inferiori a quelli dell'anno prima, ma che continuano a testimoniare il grande fascino che il Mar Rosso ed il paese, con la sua storia, continua a esercitare sui turisti italiani. E l'allarme fa ripiombare il buio per i tour operator italiani: l'Egitto, è noto, costituisce da sempre un motivo di forti utili per gli operatori turistici italiani. La meta, infatti, è vicina, economica e calda per gran parte dell'anno. La notizia ha quindi gettato nello sconforto il mondo del turismo, anche perché decisa poco prima del fine settimana, quando erano previste nuove partenze per circa 5mila italiani e altrettanti rientri. «Lo sconsiglio ci crea grossi problemi», afferma, senza mezzi termini, Fortunato Giovannoni, presidente di Fiavet Confcommercio. «Inoltre mi chiedo perché queste decisioni vengano prese sempre di venerdì, come accadde anche la scorsa estate, quando lo sconsiglio per l'Egitto venne emanato in pieno Ferragosto».

«Oltre al mancato preavviso, anche il non ascolto e coinvolgimento della nostra categoria nei pur veloci processi decisionali che portano alla pubblicazione di questi sconsigli», gli fa eco il presidente di Federviaggio Confturismo, Luca Patanè, secondo il quale «fa davvero pensare la velocità con la quale l'Italia si è allineata alla posizione scelta dal ministero degl