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La sfida d Europa al turismo mondiale

La sfida d Europa al turismo mondiale

11 Novembre 2014

Se nel 1980 la quota di arrivi di turisti internazionali in Europa era del 63 per cento, nel 2010 era già scesa al 51, e si prevede sarà pari al 30 per cento nel 2030. Per porre un freno a questo declino, il Forum del Turismo ha inquadrato i temi caldi della questione e le possibili soluzioni per affrontarla. Fra i principali nodi del dibattito, la domanda crescente di prodotti turistici nuovi e personalizzati, la crescente concorrenza delle destinazioni extra-Ue, la stagionalità e la difficoltà di mantenere personale qualificato. Quattro le linee guida per affrontare queste sfide: da un lato l'ampio tema delle digitalizzazione, introdotto dal Commissario europeo per l'industria e l'imprenditoria Ferdinando Nelli Feroci nel suo discorso di apertura come uno dei capisaldi su cui far ruotare l'intera strategia di sviluppo europeo.

"Dobbiamo sfruttare il ricco patrimonio culturale del nostro continente in modo intelligente - ha detto Feroci -, facendo uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, migliorando le competenze, investendo nei trasporti sostenibili e accessibili e promuovendo in tutto il mondo la nostra cultura e il turismo in Europa". Dall'altro stanno i trasporti e la mobilità sostenibile per garantire l'accesso alle destinazioni, una formazione nel settore turistico, che possa garantire servizi di elevata qualità al cliente (condizione cruciale per mantenere la posizione di prima destinazione turistica mondiale) e la promozione dell'Europa intera come destinazione turistica, con la nascita di un brand unico identificativo del Vecchio Continente da spendere con forza sui mercati internazionali.

Il modello italiano del dicastero unico

A fare da padrone di casa al Forum europeo sul Turismo il ministro dei Beni Culturali e Turismo Dario Franceschini. Il quale ha approfittato dell'occasione per tornare sul suo cavallo di battaglia: turismo e cultura coniugati insieme sono un volano non solo per l'economia e la crescita italiane, ma anche per quelle europee. Però "bisogna fare in fretta - ha avvertito i colleghi europei - perché non si può vivere di rendita" in un mondo globalizzato nel quale nuove forme di turismo soppiantano quelle tradizionali. "Questo principio inscindibile del turismo culturale - ha sottolineato Franceschini - deve essere la vera vocazione europea. Un binomio che deve essere in cima alla lista degli investimenti comunitari".

Anche a livello organizzativo l'Europa deve cambiare. "L'esperienza italiana, in cui cultura e turismo sono state fuse in un unico ministero, andrebbe seguita in tutta Europa". Laddove ora l'Ue ha due diversi commissari dedicati, si dovrebbe dunque andare verso un commissario unico. Franceschini non si è sbilanciato: "Abbiamo tracciato la strada, vedremo quello che succederà". Il Forum è stata anche l'occasione per Franceschini per richiamare a livello continentale l'attenzione su Expo. "Non è solo un'opportunità per l'Italia - ha detto -: l'obiettivo è di far sì che i turisti extra-Ue, una volta in Italia, rimangano in Europa grazie ad un'offerta culturale di qualità". In Italia, ricorda Franceschini, sono attesi per l'Expo di Milano 20 milioni di turisti. - Fonte: TTG Italia