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La Repubblica - Migliaia di turisti in partenza. La Farnesina: 'Restate nei resort'

La Repubblica - Migliaia di turisti in partenza. La Farnesina: 'Restate nei resort'

07 Luglio 2013
Il caso - Migliaia di turisti in partenza la Farnesina: "Restate nei resort"

Gli italiani non cancellano le vacanze a Sharm e al Cairo

ROMA - Un grido di gioia del personale egiziano alla notizia della caduta di Morsi, e nessuna cancellazione. Dai resort del Mar Rosso, principale meta del turismo italiano in Egitto, già nelle prime ore dopo la destituzione del presidente gli imprenditori del settore ci tenevano a dare segnali positivi, mentre dall'Italia l'associazione di categoria dei maggiori tour operator (Astoi) segnalava che le 76mila prenotazioni del solo mese di luglio per il mare egiziano sono finora tutte confermate.

La crisi dell'Egitto si chiama anche rischio di crollo del turismo, in ripresa nel 2012 dopo gli effetti negativi dei cambiamenti politici nel 2011, ma di nuovo in calo a inizio 2013. Dall'Italia, però, gli arrivi non diminuiscono, e mentre il ministro degli Esteri Emma Bonino ha segnalato già giovedì che i 19mila italiani residenti nel Paese saranno seguiti con un'équipe di rinforzo appena inviata, la Farnesina ha comunque limitato l'allerta. Sul sito del ministero Viaggiare Sicuri è sconsigliata una lunga lista di luoghi che include Il Cairo, Alessandria, Suez, Ismailia, Porto Said, il delta del Nilo, il Nord del Sinai, per «sensibile peggioramento del quadro di sicurezza». Restano però frequentabili il Mar Rosso, appunto, e Luxor con l'Alto Egitto, anche se si suggerisce di evitare escursioni fuori dei resort.

Sharm El Sheikh: 10mila. Marsa Alam: 8mila. Hurgada: mille. In luglio, questo è il ritmo settimanale degli arrivi di italiani nei villaggi. Ma è già da qualche anno, dall'inizio della rivoluzione nel 2011, che quasi tutti gli italiani che vanno in Egitto saltano Il Cairo, le crociere, le piramidi, tutto.

L'unica meta sono i villaggi attrezzati sul Mar Rosso come il Domina Coral Bay costruito da Ernesto Preatoni, felice di segnalare che i suoi quasi duemila dipendenti egiziani «hanno lanciato un urlo di gioia alla notizia della destituzione di Morsi, mentre anche io non posso che essere soddisfatto della nascita di un governo liberale». E desideroso di garantire: «Qui non è mai successo niente e i turisti possono godersi tranquilli sole e mare. Ha disdetto solo qualche inglese. Il grosso della clientela, russi, ucraini e italiani, continua ad arrivare».

Quanto ai nostri interessi economici, l'ad di Eni Paolo Scaroni segnala: «Per le nostre produzioni di idrocarburi in Egitto, tutto bene. Sono più preoccupato per il Paese, al quale noi vendiamo gas e che ci deve pagare. Il turismo è un'entrata essenziale per l'Egitto e faccio fatica a pensare che le rivoluzioni attraggano turisti». Per ora, da Sharm El Sheikh lo smentiscono.

76mila

IN PARTENZA

Sono 76mila le partenze dall'Italia verso le località balneari del Mar Rosso a luglio

14 mln

IL RECORD

Il record di visitatori è del 2010. In Egitto andarono 14 milioni di turisti da tutto il mondo - di Alessandra Baduel

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