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La Repubblica (ed. nazionale) - Costi alti e presenze in calo ecco perché tramonta la formula del villaggio vacanza

La Repubblica (ed. nazionale) - Costi alti e presenze in calo ecco perché tramonta la formula del villaggio vacanza

20 Agosto 2011

Animazione addio, ora è di moda lo yoga

Dietro recinti fioriti, tra un ballo di gruppo e un aperitivo, animatori sottopagati provano a distrarre clienti sempre più ansiosi e preoccupati. La crisi globale accerchia anche i ghetti dorati dei villaggi vacanza. La Sardegna è stata penalizzata dal caro traghetti e ora ha perdite a due zeri, la Puglia arranca nonostante sia molto di moda, la Campania tiene ma ha giocato le sue carte tutte al ribasso. Gli altri osservano l'andamento di prenotazioni e arrivi, una curva impazzita come quella di Piazza Affari.

«Poteva essere l'estate del ritorno ai villaggi», dicono i tour operator, ma così non è stato. La formula della vacanza chiusa in un piccolo microcosmo, dove la giornata è scandita dallo svago e l'unico impegno è l'intrattenimento ha perso il suo appeal. L'animazione estrema, la socializzazione forzata è passata di moda e da tempo i villaggi navigano nella tempesta del turismo soggetti ai cambiamenti del gusto come ai passaggi di proprietà, insidiati da nuovi stili di vita e dai nuovi padroni dei mercati. Eppure sono stati anche loro un'espressione del made in Italy, ma ora come tutti sprofondano nell'incertezza.

Che cosa è accaduto a quelli che sono stati i luoghi simbolo della vacanza? E dove è finito quel modello di svago programmato e organizzato? In Italia sono circa settanta i villaggi, i club, i resort dei principali brand, ma sono più di 600 le strutture che riprendono la formula del villaggio e hanno al loro interno l'animazione.

«Intrattenere» è infatti ancora la parola chiave che caratterizza il villaggio, dove continua ad avere un ruolo importante il lavoro degli animatori. É passato molto tempo da quando Gerard Blitz, nel 1950, creò a Maiorca il primo Club Mediterranée, era un nuovo tipo di vacanza all'insegna dello sport e del divertimento. Fu una rivoluzione. Quel modello si diffuse in Europa e ai Tropici, in Africa come in Polinesia, nel tempo si è evoluto, è cambiato, a seconda delle scelte si è specializzato nello sport o nello spettacolo, si è rivolto ai ragazzi o ai genitori, ma loro, gli animatori, sorridendo sono rimasti.

I PROFESSIONISTI DEL DIVERTIMENTO

Sono circa 50mila gli animatori, sono nei villaggi, negli alberghi, nelle navi da crociera, ragazzi che lavorano quando gli altri sono in vacanza, nei villaggi lavorano 6 giorni e mezzo su sette, dieci ore e più al giorno. Lo stipendio base è di 400 euro al mese. Gli animatori sono gli operai del divertimento, i forzati del sorriso, cominciano la mattina con i giochi in spiaggia, continuano con l'acqua gym e il giocoaperitivo, si danno da fare al mini club. E dopo la pausa pranzo, alle quattro, ricominciano tra un ballo di gruppo e un torneo di bocce. Fino alla sera alle undici e oltre. Dormono nel villaggio, anche tre in stanza, a volte in camereloculi ma pasti e bevande sono gratis. Il loro lavoro spesso è in nero, quando va bene hanno contratti a progetto, inquadrati come lavoratori dello spettacolo. Alcune agenzie di formazione e reclutamento hanno la sede in Svizzera. È il modello call center, delocalizzato e sottopagato. «I grandi villaggi arrivano ad avere anche 50 ragazzi, la situazione cambia con i piccoli, è un lavoro che andrebbe inquadrato e riconosciuto ma ancora non lo è», dice Andrea Mulargia, consulente di Movida. «È un mestiere che si basa sul contatto, bisogna esserci portati, in genere si fanno stage di 3/4 giorni per vedere se uno idoneo».

È un lavoro faticoso, dove bisogna essere disponibili, fare squadra, saper stare dentro un ruolo. Tutto il giorno. «Capita anche di passare la selezione e poi non reggere i ritmi, lo stress, la stanchezza, circa il 20% abbandona dopo la prima settimana». Ci sono stati anni in cui i villaggi sono stati il laboratorio che forgiava nuovi talenti televisivi e l'animazione la gavetta da cui sono partiti molti personaggi del piccolo schermo. Ad intrattenere i clienti negli an