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La Provincia di Como / La Provincia di Sondrio / La Provincia di Lecco / La Provincia di Varese - Due milioni in piazza al Cairo «Suleiman al posto di Mubarak»

La Provincia di Como / La Provincia di Sondrio / La Provincia di Lecco / La Provincia di Varese - Due milioni in piazza al Cairo «Suleiman al posto di Mubarak»

06 Febbraio 2011

la guerra civile in egitto. La Ue: «La transizione cominci ora». E Berlusconi loda l'amico rais

ILCAIRO È l'attuale vicepresidente Omar Suleiman l'uomo indicato dal Comitato dei "saggi" egiziani e dagli Stati Uniti per prendere il posto di Hosni Mubarak. Che comunque per ora non ha alcuna intenzione di dimettersi. Intanto, due milioni di persone sono scese in piazza Tahrir al Cairo e quasi un milione a Alessandria per chiedere pacificamente l'immediato allontanamento del presidente. Anche l'Ue spinge per accelerare la transizione.
Mentre fanno discutere le parole di Berlusconi: «Mubarak è un saggio, no a una rottura». Il Cavaliere, dunque, non scarica l'"amico" egiziano e ne elogia il ruolo di uomo-chiave giocato in questi anni per la stabilità della regione. Ruolo riconosciuto - torna a ribadire da Bruxelles - da tutto l'occidente. Parole, quelle del presidente del Consiglio, da alcuni lette come una "sponda" a Mubarak e un velato auspicio che il vecchio presidente egiziano possa rimanere in sella, che non hanno tardato a innescare polemiche.
Intanto, senza mai citare il presidente Hosni Mubarak, le cui dimissioni continuano ad essere invocate nelle piazze al Cairo, i leader della Ue hanno incalzato ieri le autorità egiziane perchè avviino «una transizione immediata» e rispondano alle aspirazioni democratiche e pacifiche del popolo attraverso «riforme, non con la repressione». Repressione che comunque sembra essersi fermata, con l'esercito che non attacca più i manifestanti.
A dieci giorni dallo scoppio della crisi egiziana, l'Unione europea, accusata di arrancare dietro gli Usa, ha inviato un segnale a tutto il mondo arabo, promettendo aiuti e sostegno economico alla richiesta di democrazia, libertà e opportunità economica che sta unendo paesi e popoli diversi dell'area Med.
In una dichiarazione approvata dai 27, i leader invitano l'alto rappresentante della politica estera Catherine Ashton a mettere a punto un pacchetto di misure e a recarsi presto in missione in Egitto e in Tunisia per portare il messaggio e il sostegno europei. Solo all'Egitto, negli ultimi cinque anni, la Ue ha recapitato 739 milioni di euro, mentre tra il 2011 e il 2013, prevede un aiuto bilaterale pari a 449 milioni di euro.
Alla Tunisia è già stato promesso uno status avanzato di relazioni. Ma Bruxelles potrebbe chiudere i rubinetti, se le violenze in Egitto continuassero e l'appello ad un dialogo nazionale per un governo di largo consenso che porti ad elezioni «libere e giuste» cadesse nel vuoto. Nel frattempo dall'Egitto è ormai un fuggi fuggi. È ritorno in massa dei turisti italiani: oggi saranno di nuovo a casa circa 1600 vacanzieri, provenienti per lo più dal Mar Rosso, soprattutto da Sharm el-Sheikh e Marsa Alam. Saranno poco più di 1400 i turisti italiani presenti ancora nel Paese mediorientale, dove peraltro la rivolta popolare non accenna a diminuire. Si delinea, inoltre, un bilancio amaro per i nostri tour operator: secondo le prime stime, la gelata dei flussi turistici verso l'Egitto ha pesato finora sulle casse delle imprese per una cifra non inferiore ai 600 milioni di euro. Il blocco delle partenze fino al 18 febbraio ha fatto scattare da parte dei tour operator le tre classiche alternative offerte ai clienti già prenotati: lo spostamento in avanti nel tempo del viaggio; la sostituzione con un'altra meta (con eventuale integrazione delle spese in caso di località più lontane o più costose); il rimborso.
«Ebbene - spiega Roberto Corbella, presidente dell'Astoi, l'Associazione dei tour operator di Confindustria - al momento la maggior parte dei turisti che aveva prenotato una vacanza in Egitto ha optato verso altre mete. Tra quelle di costo simile, spiccano le Canarie e la Turchia».
C'è poi anche una quota non consistente ma in ogni caso significativa di turisti, racconta ancora Corbella, «che decidono di partire lo s