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La Nazione Ed. Nazionale - Crac Ventaglio, piovono denunce «Viaggi fantasma. Risarciteci»

La Nazione Ed. Nazionale - Crac Ventaglio, piovono denunce «Viaggi fantasma. Risarciteci»

21 Luglio 2010

Esposti a Roma e a Milano. I consumatori: indaghi la procura

Prima, la dichiarazione di fallimento. Poi, la bocciatura del concordato preventivo, il paracadute che avrebbe concesso un piano di ristrutturazione per far fronte ai debiti. Ora, una valanga di denunce che ha iniziato a travolgere ciò che resta del gruppo 'Viaggi del Ventaglio'. Sono già centinaia quelle arrivate in procura a Milano. Portano la firma degli italiani che sognavano la meritata vacanza, ma sono stati lasciati a terra dal dissesto finanziario del tour operator.

Sul fuoco dell'ira dei beffati soffiano anche le associazioni dei consumatori. Chiedono interventi normativi per tutelare gli stessi viaggiatori che sono dovuti tornare a casa a disfare le valigie: in particolare quelli che avevano aderito alla proposta di diventare soci del'Ventaglio'. Come? Acquistando un pacchetto di viaggi pluriennale, pagandolo a rate. Per poi beneficiare di sconti del 25%. Peccato che, adesso, il miraggio delle spiagge esotiche sia svanito e l'unica realtà rimasta sia quella del conto ancora da pagare. La procura milanese - in primis il pm Luigi Orsi - è al lavoro per valutare se ci siano eventuali profili penali relativi al fallimento del tour operator, dichiarato in dissesto dal Tribunale fallimentare la scorsa settimana per un buco da 200 milioni di euro. La sollecitazione è arrivata da Adiconsume Codacons, con esposti presentati anche a Roma. «Non capiamo - sottolinea il presidente Carlo Rienzi -come sia stato possibile continuare a vendere pacchetti turistici del 'Ventaglio', nonostante il grave dissesto economico della società fosse già noto a molti». Il gruppo, tra l'altro, era stato inserito nella così detta blackl ist già nel 2005, con il mercato che era stato preallertato sulle condizioni di crisi dell'azienda.

Il segretario nazionale dell'Adiconsum, Pietro Giordano, insiste affinché venga realizzazione un fondo di garanzia a tutela dei viaggiatori, gestito dall'Antitrust. Secondo Giordano, si potrebbe realizzare un «fondo paritetico alimentato con le multe comminate dall'Antitrust nei confronti delle agenzie di viaggio e dei tour operator e da quote, anche minime, basta un solo euro, a carico di tutte le aziende per ogni pacchetto viaggio venduto, compresi quelli messi in vendita dalle aziende on-line».

L'Astoi, ossia l'Associazione dei tour operator italiani, si difende da chi l'accusa di mancata vigilanza. «Non rientra certamente nei nostri compiti -sostiene in una nota il presidente, Roberto Corbella - stilare liste di buoni e cattivi, né tantomeno avvertire i consumatori dei possibili rischi derivanti dal prenotare con alcuni operatori piuttosto che con altri, a maggiorragione quando si tratta di società quotate in borsa. Per quanto attiene la regolarità a operare sul mercato, la competenza è della Provincia che ha rilasciato l'autorizzazione ed è legittimata a sospenderla».

Ma adesso è il momento di ascoltare le ragioni dei viaggiatori beffati. E soprattutto di risarcirli. Il commissario giudiziale,Giuseppe Verna, respingendo la richiesta di concordato preventivo, era stato chiaro: «Al mercato va restituitasolo l'impresa capace di creare nuova ricchezza. Qui c'è un peggioramento della performance economica». Di Lorenzo Moroni

La Nazione - Ed. nazionale Pag. 10