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La Libertà - Nube, Heathrow a rischio chiusura

La Libertà - Nube, Heathrow a rischio chiusura

17 Maggio 2010

Sui voli aerei torna l'ombra delle ceneri. Bertolaso andrà in Islanda

REYKJAVIK - Torna l'incubo delal nube del vulcano islandese Eyjafjallajokull: settori di spazio aereo britannico potrebbero essere nuovamente vietati al traffico da oggi a martedì a causa del ripresentarsi delle ceneri vulcaniche causate dall'eruzione in Islanda.

Lo hanno annunciato ieri fonti del ministero dei trasporti britannico secondo le quali tra i settori che potrebbero essere chiusi c'è anche quello dell'affollato aeroporto londinese di Heathrow.

Venerdì il principale aeroporto islandese Reykjavik-Keflavik era stato chiuso all'alba, addirittura cinque ore prima del previsto, proprio per il peggiorare della situazione delle ceneri vulcaniche e diversi voli internazionali erano stati bloccati. A provocare l'anticipo era stato un repentino cambiamento del vento che aveva provocato un peggioramento delle condizioni. Proprio il vento potrebbe oggi e nei prossimi giorni creare improvvisamente nuovi disagi, visto che il vulcano Eyjafjallajokull continua ancora a proiettare ceneri

fino a Selfoss, a 50 chilometri dalla capitale islandese Reykjavik. Nel corso di questa settimana, Guido Bertolaso dovrebbe andare in Islanda per incontrare il capo della Protezione civile locale dopo l'eruzione del vulcano che ha causato enormi disagi, anche in Italia, al trasporto aereo.

Intanto le ceneri prodotte dall'eruzione sono entrate nelle previsioni della Smi, la Società meteorologica italiana, una delle più antiche associazioni del settore tornata pienamente operativa nel 2000, a Torino.

L'iniziativa (sul sito internet Nimbus. it) vuole essere di aiuto ai passeggeri dei voli aerei in Europa «per dare - spiega l'associazione - una visione generale dei luoghi ove è più elevato incorrere in perturbazioni del traffico aereo». Le previsioni sulla concentrazione di polveri, tuttavia, non implicano - si precisa su Nimbus. it - indicazioni sui provvedimenti di blocco o limitazione del traffico aereo che «dipendono da ulteriori valutazioni e approfondimenti degli enti preposti alla sicurezza e all'assistenza dell'aviazione civile».

Infine c'è da segnalare che gli operatori turistici dell'Astoi sono tornati a chiedere un Fondo nazionale di garanzia proprio per fare fronte alle emergenze naturali, dal recente vulcano islandese, agli tsunami, dagli scioperi al fallimento delle compagnie aeree, passando per terremoti e il riaccendersi di nuovi conflitti armati..