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La Gazzetta Del Mezzogiorno ED. NAZIONALE - L'Italia sfida la nube via libera ai voli

La Gazzetta Del Mezzogiorno ED. NAZIONALE - L'Italia sfida la nube via libera ai voli

20 Aprile 2010

Ceneri oltre le Alpi. L'Enac ha autorizzato la ripresa da stamattina

" L'Enac, l'ente nazionale aviazione civile, ieri sera ha deciso la riapertura di tutto lo spazio aereo nazionale da questa mattina alle 7. I cieli del Nord Italia erano stati interdetti ai voli - fatta eccezione per quelli di Stato, militari e d'emergenza - per effetto della nube di cenere sprigionata dal vulcano islandese Eyjafjallajökull. La decisione - ha spiegato il presidente dell'Enac, Vito Riggio ieri sera - è stata presa in base allo spostamento della nube al di là delle Alpi per effetto dei venti, in base ai bollettini diffusi dall'agenzia del volo europea Eurocontrol. Prevedibilmente oggi tutti i collegamenti aerei nazionali - con la riapertura delle attività di volo negli scali del Settentrione - dovrebbero riprendere regolarmente, salvo incognite della notte. Infatti se la situazione meteorologica nella notte fosse cambiata, l'Enac potrebbe aver adottato nuove e diverse decisioni.

L'ESPERTO: I PRODUTTORI DI AEREI NON SONO PREPARATI - La situazione nel pomeriggio non era così tranquilla. La nube spinta dai venti dall'Islanda sul Vecchio continente sembrava diretta verso il Sud Est, verso il Mediterraneo e quindi orientata a coprire tutta o quasi tutta la penisola italiana. Lo indicava Mauro Coltelli, vulcanologo dell'Ingv (l'Istituto nazionale italiano di Geofisica e vulcanologia). Secondo l'esperto l'eruzione sta continuando, anche se la sua intensità non è tale da preoccupare i vulcanologi: «Le notizie che vengono dalla rete internazionale dei vulcanologi - continua Coltelli - sono che l'eru - zione non ha ancora diminuito la sua intensità, cosa che comunque dovrebbe avvenire nei prossimi giorni. Come dimensione, questa eruzione non è tra le più grandi, anzi, è simile all'ultima che ha interessato l'Etna. Il problema è che la nube di ceneri ha interessato uno spazio congestionato dagli aerei, e ha mandato in tilt il traffico». Secondo il vulcanologo italiano nel caos di questi giorni una parte di responsabilità ce l'hanno anche i produttori degli aerei: «Il problema è che non si conosce bene l'esatto danno che la cenere provoca agli aerei - osserva  per cui, per precauzione, si lasciano a terra. Noi vulcanologi abbiamo fatto spesso presente la necessità di fare dei test specifici, che sono ampiamente alla portata delle tecnologie esistenti, ma i produttori fanno orecchie da mercante». L'esperto esclude anche che dalla nube possano venire danni alla salute: «Questo tipo di eruzione non genera nubi particolarmente tossiche».

IERI PER I VOLI UN'ALTRA «GIORNATA NERA» - Quella trascorsa ieri è stata intanto un'altra giornata «nera» per i voli. Oltre 700 quelli cancellati tra Malpensa e Linate, 500 a Fiumicino, 120 a Capodichino, per citare soltanto gli scali più grossi: del tutto chiusi gli aeroporti di Firenze e Pisa. Cifra approssimativa, 1500 voli e forse più. Tutto sempre a causa della nube di ceneri sprigionata dal vulcano islandese. E una parte dei viaggiatori rimasti appiedati e costretti a bivaccare nelle sale d'attesa degli aeroporti - dove in tanti hanno trascorso un'altra notte su giacigli di fortuna oltre che su brandine messe a disposizione dalla Protezione civile - ha preso d'assalto le stazioni ferroviarie. File di due ore alle biglietterie di Termini, code fino a 50 metri alla stazione centrale di Milano, spesso inutili, visto che per le destinazioni internazioni i posti sono esauriti dal capoluogo lombardo sino a martedì e da Roma sino al 23. Lunghe code anche alla stazione ferroviaria di Santa Maria Novella a Firenze, dove un'ottantina di persone ha trascorso la notte nelle sale d'attesa. Situazione analoga a Pisa dove sono stati presi d'assalto anche gli autonoleggi. E c'è pure chi, pur di tornare a casa, non ha esitato a spendere sino a 2000 euro per un viaggio in taxi.

DANNI PER MILIONI DI EURO - Una lunga odissea per i nostr