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L'Agenziadiviaggi.it - I limiti della direttiva per adv e tour operator

L'Agenziadiviaggi.it - I limiti della direttiva per adv e tour operator

21 Febbraio 2018
REAZIONI
 
Le associazioni puntano il dito contro i "vizi" del testo. Tapinassi del Mibact: «Abbiamo fatto chiarezza sull'abusivismo» Per Federico Lucarelli, consulente di Fiavet
 
Non convince del tutto il testo di recepimento della direttiva Ue sui pacchetti turistici approvata dal Consiglio dei ministri. Lo hanno detto in modo chiaro, in Bit, le associazioni di agenzie e t.o. Assoviaggi e Federturismo Travel, «emergono criticità notevoli, prima fra tutte l'obbligo di assistenza delle adv. Una clausola di protezione civile che impone di assistere il cliente viaggiatore fino a tre notti di alloggio in caso di catastrofi o eccezionali avversità atmosferiche».
 
Altra problematica sollevata da Astoi e sottolineata dalla sua consulente legale Silvana Durante riguarda il cosiddetto "difetto di conformità". In buona sostanza, la valutazione del pacchetto, che secondo la direttiva Ue deve sempre corrispondere alle aspettative del cliente-viaggiatore, viene lasciata al giudizio soggettivo del cliente stesso. «Non ci piace questo potere attribuito al cliente perché il difetto di conformità rientra nella sfera delle motivazioni e valutazioni personali e soggettive. Questo stride con la natura del contratto di viaggio, così come reputiamo molto distorsiva la definizione di "tempo ragionevole" entro il quale il viaggiatore può sollevare questo difetto. È un punto trattato con approssimazione, senza precisi limiti temporali, che va rivisto». Altro "difetto", su cui Flavia Franceschini, direttore generale di Astoi, punta il dito è l'assenza di un passaggio sul fondo di garanzia: «Una svista che speriamo venga corretta».
 
Per Gabriele Milani, neo direttore di Fto, «c'è una preoccupazione che riguarda il diritto di recesso senza penali da parte del viaggiatore fissato in 14 giorni e la trattazione dei servizi turistici collegati che, pur implicando obblighi di informativa, consente a soggetti come le compagnie aeree di vendere voli e altri servizi collegati con l'obbligo di avere una garanzia per insolvenza. Mi risulta che Iata abbia già espresso parere negativo sul fatto che i vettori debbano dotarsi di un fondo di garanzia. Non ne vogliono sapere. E allora che succede? Altro aspetto negativo riguarda l'accrescimento di responsabilità e di conseguenza il ricorso al mondo assicurativo. Ricordiamoci che, se aumentano i rischi, come legge di mercato, aumentano anche i costi. Se la direttiva lascerà spazio a controversie legali con una maggiore esposizione al rischio, sarà inevitabile mettere in conto la lievitazione delle polizze». A conti fatti un testo, quello di recepimento della direttiva Ue, che lascia qualche ombra.
 
Ma Franco Tapinassi, dirigente del Mibact che ha seguito l'intera vicenda, difende il decreto: «Chiarisce molti punti, primo fra tutti quello dell'abusivismo, tracciando il perimetro della "saltuarietà" e imponendo garanzie. Questo perché, in un tempo dominato dalla digitalizzazione, è indispensabile che il viaggiatore-consumatore sappia subito da chi sta acquistando un viaggio o una vacanza, se ha una copertura oppure no. Se sta alloggiando in una struttura ricettiva ufficiale o no, se sta fruendo di una guida turistica certificata o meno. Le banche dati di tutti questi soggetti esistono, si tratta di ottimizzarle e renderle fruibili. Si rende il consumatore consapevole dell'acquisto, riducendo eventuali contenziosi. Abbiamo fatto chiarezza, anche se è vero che tutto è migliorabile». - di Andrea Lovelock
  • L'Agenziadiviaggi - 21.2.2018_pag. 2-3
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