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ItaliaOggi Sette (ed. nazionale): Vacanze rovinate da provare

ItaliaOggi Sette (ed. nazionale): Vacanze rovinate da provare

14 Agosto 2012

Ecco cosa cambia, secondo gli avvocati degli operatori turistici, dopo la sentenza della Cassazione

Il Codice del turismo riscrive la responsabilità dei tour operator

I contenziosi maggiori sui pacchetti viaggio riguardano gli alloggi e i servizi offerti

Avvocati alla guerra delle vacanze rovinate. Nonostante la recente sentenza della Cassazione dell'11 maggio 2012 n. 7256 con la quale si è stabilito il principio che è sufficiente dimostrare l'inadempimento del tour operator agli impegni assunti nel pacchetto turistico per risarcire il danno morale derivante dalla «vacanza rovinata», le rappresentanze legali dei sindacati d'impresa del turismo non sembrano particolarmente preoccupati.

Come infatti spiega Alessio Costantini, consulente legale di Astoi, l'associazione che raggruppa oltre 40 tra i maggiori tour operator italiani, «la portata della decisione, che ha applicato i principi contenuti nel «vecchio» dlgs 111/1995, è ridimensionata dal fatto che questa tipologia di danno ha trovato una sua specifica regolamentazione nel Codice del turismo. In base al Codice, questo danno può essere ora riconosciuto solo se l'inadempienza del tour operator non è di scarsa importanza. Inoltre, esso va «correlato» al tempo di vacanza inutilmente trascorso ed all'irripetibilità dell'occasione perduta. Si tratta di condizioni che dovrebbero limitare, e comunque contenere in termini economici, i casi di riconoscimento del danno da vacanza rovinata». «Ciò non toglie», aggiunge Costantini, «che la decisione della Corte potrà avere un impatto significativo sui contenziosi regolati dalla normativa precedente all'emanazione del Codice. Mi riferisco in particolare al principio, enunciato dalla Cassazione, per il quale la prova dell'inadempimento dell'operatore esaurirebbe in sé la prova anche del verificarsi del danno e al principio per cui il giudice deve comunque accertare che l'interesse del turista a godere della vacanza contrattualmente pattuita sia stato pregiudicato superando una soglia minima di tollerabilità (sicché tale danno andrà escluso qualora si sia in presenza di minimi disagi e fastidi)».

Ancor più esplicito Federico Lucarelli, consulente legale della Fiavet, la federazione nazionale delle agenzie di viaggi, i venditori dei pacchetti turistici predisposti dai tour operator «In realtà non cambia nulla. Si tratta di una sentenza fondata sull'applicazione di normativa (nelle specie l'art. 93 del Codice del consumo), che è stata sostituita e novellata, per la parte riguardante il danno da vacanza rovinata, dal nuovo art. 47 del Codice del turismo, in vigore dal 21 giugno 2011. Di questo fa menzione anche la Corte nella sentenza in commento. Inoltre non ritengo che l'affermazione della Cassazione sul fatto che il danno da vacanza rovinata vada risarcito ove vi sia la prova dell'inadempimento, non di scarsa importanza, e in ordine ad una fattispecie che è quella del «viaggio di nozze», sia una novità nel panorama giurisprudenziale nel contenzioso turistico. L'interesse del legislatore del Codice del turismo è stato proprio quello di codificare il danno da vacanza rovinata, riconoscendo un diritto ormai sancito in sede giurisprudenziale, limitandone però il perimento alle ipotesi di rilevanza dell'inadempimento e codificando dei criteri di liquidazione di natura oggettiva (tempo inutilmente trascorso del viaggio ovvero irripetibilità dell'occasione perduta, come nel caso del viaggio di nozze), per fronteggiare una tendenza, soprattutto dei giudici di pace, di liquidare importi eccessivi in via equitativa.»

Ma è la finalità di vacanza e di svago a rappresentare la vera novità perché, come puntualizza Pietro Giordano, segretario nazionale di Adiconsum, entra a far parte del