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Il Mattino Ed. Nazionale - Italiani, manca un piano di evacuazione

Il Mattino Ed. Nazionale - Italiani, manca un piano di evacuazione

02 Febbraio 2011

Il consiglio:

Tutti in fuga dalla barca che affonda. Ieri un C-130 italiano riempito di carabinieri del «Tuscania» è atterrato al Cairo. Ha fatto scendere i carabinieri, destinati al rafforzamento dei servizi di sicurezza dell'ambasciata, e ha imbarcato un centinaio di connazionali che hanno fatto richiesta di lasciare l'Egitto. La fuga degli italiani avviene alla spicciolata, non esistono piani di evacuazione di massa: si fa quello che si può. Un Paese come l'Egitto, in preda a una sanguinosa guerriglia, fa paura agli italiani che per diverse ragioni si trovano nel suo territorio: fa paura ai turisti, a chi risiede là per lavoro o per altri motivi e fa paura alle nostre imprese costrette a chiudere i battenti e a sospendere le attività. È il caso dell'Edison, proprietaria dei grandi giacimenti di idrocarburi di Abu-Qir, vicino ad Alessandria che sta rimpatriando i dipendenti italiani con un aereo privato della società, mentre resta sul campo il personale locale; l'Eni ieri ha riempito tre voli charter per favorire il rientro dei suoi 250 dipendenti che con le loro famiglie risiedono al Cairo; l'Italcementi a sua volta ha sospeso la produzione delle sue cinque fabbriche egiziane, in cui lavorano quattromila persone, evacuando un centinaio di membri del suo staff. L'Italcementi è leader nella produzione del cemento in Egitto occupando circa il 30% del mercato con la controllata Suez Cementi. Intanto continuano, seppur con difficoltà i rientri dal Cairo e delle aree turistiche del Mar Rosso. Ieri sono arrivati aerei carichi di turisti con voli di Blue Panorama, Meridiana Fly, Alitalia ed EgyptAir. Questi ultimi due sono riusciti a partire dal Cairo. Una nave della Costa Crociere con a bordo cento passeggeri ha lasciato il porto di Sharm el-Sheikh dirigendosi ad Aqaba, in Giordania, invece che in Italia. Da lì i passeggeri sono giunti a Fiumicino a bordo di un aereo. Sono arrivati all'aeroporto di Pratica di Mare anche cento connazionali a bordo di un C-130 dell'Aeronautica militare. L'aereo era atterrato in mattinata al Cairo con un nucleo di carabinieri paracadutisti del Tuscania, inviati in per rafforzare la protezione della nostra ambasciata e di altri possibili obiettivi. Tutto comunque è difficile, conferma il capo dell'Unità di Crisi della Farnesina, Fabrizio Romano: «All'aeroporto del Cairo la situazione è caotica. Ci sono serie difficoltà per tornare in Italia con EgyptAir, stiamo valutando con la compagnia di bandiera dei modi per favorire il rientro». E di «vero e proprio caos» in aeroporto hanno parlato turisti rientrati ieri sera. «Sia a Luxor sia al Cairo abbiamo assistito a scene apocalittiche - ha detto un gruppo di italiani di ritorno da un viaggio di una settimana in Egitto -. Dopo aver trascorso 8 ore senza quasi mangiare nello scalo di Luxor, da dove siamo poi finalmente partiti l'altro ieri per Il Cairo, ne abbiamo passate altre 24 nell'aeroporto della capitale. Il problema è che in aeroporto continuano a cancellare voli su voli. la gente si ammassa ai banchi biglietteria». Nonostante il caos in Egitto, non tutti gli italiani si sono rassegnati a rimandare le vacanze programmate. Almeno fino a quando gli stessi tour operator hanno deciso di congelare tutti i voli. «Fino a ieri alcune decine di italiani hanno deciso di partire ugualmente verso Sharm el-Sheik e Marsa Alam», riferisce Roberto Corbella, presidente dell'Astoi, l'associazione italiana dei tour operator. Nel complesso, da sabato in poi la stragrande maggioranza degli italiani ha deciso di seguire il consiglio della Farnesina e di rinunciare alle ferie in Egitto. Domenica, ad esempio, da Roma tre aerei charter diretti verso il Mar Rosso sono decollati senza passeggeri: su un totale di circa 500 vacanzieri, solo una cinquantina si sono presentati al terminal B. E tutti alla fine hanno rinunciato all'imbarco. Già da alcuni giorni molti tour operator hanno esplicitamente sconsigliato di