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Rassegna stampa Astoi
Italia Sera - Tassa di Soggiorno. Un coro di proteste

Italia Sera - Tassa di Soggiorno. Un coro di proteste

27 Gennaio 2011

La tassa di soggiorno si prepara ad invadere la Penisola. Se dovesse passare, infatti, l'ipotesi prevista all'interno del decreto sul federalismo fiscale, la tassa che dovrebbe comunque passare al vaglio del Governo, potrebbe essere applicata da diversi comuni che vedrebbero così compensati i tagli al finanziamento degli enti locali. Se sarà questa la logica, è più che ipotizzabile che da qui a non molto i Comuni capoluogo di provincia, non tarderanno ad introdurre, tutte indistintamente, la tassadi soggiorno mentre gli altri Comuni potrebbero prevederla, concordandola con la Provincia che ne gestirebbe gettito equote.

A questa ipotesi le associazioni di categoria non ci stanno ed hanno subito replicato criticando duramente l'operato del Governo. Carlo Sangalli, Presidente della Confcommercio, giudica la proposta "un errore da matita blu"."Da tempo, ha detto Sangalli, nel nostro Paese si va ripetendo che il turismo è davvero la grande risorsa dell'Italia. Un turismo che, se adeguatamente supportato da buone politiche, potrebbe, nell'arco di pochi anni, raddoppiare il suo contributo alla formazione del Pil del Paese, attestandolo così intorno al 20%del totale.

Insomma, il turismo come grande patrimonio italiano da far fruttare per generare piùcrescita, più occupazione, più sviluppo. Facciamo appello, allora, conclude il Presidente di Confcommercio, alla responsabilità di tutti: del Governo e del Parlamento, della maggioranza e dell'opposizione, dei Comuni e delle istituzioni tutte, affinché l'idea della tassa di soggiorno venga accantonata. Perché, rispetto agli interessi generali del Paese, significa farsi del male da soli." Contrario si è dichiarato anche Bernabò Bocca, Presidente di Federalberghi-Confturismo secondo il quale "la linea d'impostazione di questa tassa segue il modello di tassazione applicato a Roma ed è un modello penalizzante per un solo comparto e crea sperequazioni all'interno delle categorie che di turismo vivono elavorano. Sarebbe più equo, dice Bocca, che se proprio tassa dovesse essere, il relativo onere venisse distribuito tra tutti i soggetti che dal turismo traggono beneficio, coinvolgendo quindi l'insieme delle categorie economichepresenti sul territorio interessato".

Cinzia Renzi, presidente della Fiavet, invoca, invece, un intervento dello stesso Ministro del Turismo, Michela Brambilla, e afferma: «È paradossale come il turismo nel nostro Paese sia chiamato in causa solo per l'introduzione della tassa di soggiorno. Spiace constatare ancora una volta la miopia di certe proposte che non fanno altro che peggiorare la situazione di un comparto già in forte "depressione". Dello stesso tenore, infine, la posizione del direttore di Assoturismo-Confesercenti

Emilia Romagna, Stefano Bollettinari, secondo il quale "il turismo è il settore più importante sul quale puntare per lo sviluppo dell'intera economia e specialmente in questa fase difficile, avrebbe bisogno di incentivazioni e di politiche adeguate invece di un balzello che ne comprometterebbe la competitività in un periodo caratterizzato dal calo delle presenze e dei fatturati delle imprese e in cui sarebbe necessario riconquistare quote di turismo internazionale". Circostanziato il rifiuto espresso dal presidente di Assotravel/Confindustria, Andrea Giannetti: "Questa tassa andrebbe a incidere sul prezzo di contrattazione ed è quindi logico che non faccia bene. È inutile fare i confronti con tante altre metropoli che hanno imposizioni simili, perché il paragone non regge: in gran parte di quelle città, da Londra a New York, ci sono imposte che riuniscono numerosi tributi, che qui invece si pagano separatamente. C'è poi il problema della riscossione, che i tour operator vedranno cadersi addosso. Ad incassarlo dai gruppi e poi versarlo a parte agli alberghi, non potranno che