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Italia Oggi - Vacanza, o low cost o superlusso

Italia Oggi - Vacanza, o low cost o superlusso

02 Maggio 2010
COMUNICARE IN TEMPO DI CRISI. Le strategie per villaggi e viaggi: agenzie in primo piano

Tour operator in un mercato cambiato. E con meno concorrenti

Un mercato ormai polarizzato quello dei tour operator: i clienti vogliono risparmiare all'osso, oppure avere il meglio. Ma non è l'unico cambiamento: la crisi lo ha snellito, facendo uscire di scena alcuni attori anche blasonati, quali Ventaglio ed Eurotravel, ma irrobustito perché i gruppi più forti si sono ridistribuiti tra loro le quote di mercato lasciate libere. «Il fenomeno è in atto, ciò nonostante le nostre imprese restano ancora più piccole dei concorrenti europei» osserva il presidente dell'Associazione Tour operator italiani (Astoi), Roberto Corbella. Lo ha confermato una ricerca commissionata ad Ernst & Young da cui emerge che i primi 45 operatori italiani hanno un fatturato complessivo di 5,9 miliardi, mentre i primi 4 competitor europei superano i 34 miliardi.

Questa disparità di dimensioni non si rispecchia però nei risultati: molti «piccoli» italiani hanno infatti saputo affrontare i cambiamenti migliorando i ricavi, mentre ad alcuni giganti europei le cose sono andate peggio.Il 2009 si è chiuso con un -10% del fatturato dei tour operator, a fronte di un giro di affari medio di 6 miliardi di euro l'anno. Il calo è dovuto a più fattori: operatori scomparsi, prezzi medi più bassi e la contrazione dei giorni di vacanza. «Per quanto riguarda il 2010, il primo trimestre è stato positivo e il secondo nuvoloso, tutto si giocherà da qui all'estate; cosa succederà in Grecia, che effetto avrà sul business? Queste sono le incognite», dice Corbella.

«Di certo c'è che la vacanza è ormai un bisogno primario degli italiani che continueranno a viaggiare. I tour operator dovranno stringere i denti e soprattutto saper tagliare il loro prodotto su misura del consumatore». E gli investimenti in marketing e comunicazione? «Ridotti, inevitabilmente, ma non cancellati. Le aziende hanno continuato a investire sull'informazione al trade e sulla forza vendita con educational ed eventi, mentre hanno tagliato il budget delle fiere. Il contesto è cambiato, e con esso il comportamento dei turisti. I consumi si sono polarizzati: crescono infatti sia le richieste di viaggi "low cost" che quelli di tipo "luxury"; insomma il cliente o risparmia il più possibile oppure vuole solo il meglio».

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