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Israele imbocca la via della ripresa

Israele imbocca la via della ripresa

09 Novembre 2014

«Abbiamo contenuto le perdite dei mercati internazionali con un forte incremento del turismo domestico - evidenzia Amir Halevi, direttore generale del ministero al turismo d'Israele - premiando in tal modo gli sforzi della campagna di supporto nazionale lanciata dal governo, concretizzatasi con centinaia di video autoprodotti e pubblicati sul sito goisrael.com. Nelle settimane scorse, invece, abbiamo stanziato nuovi fondi d'emergenza per ridare slancio al settore, tant'è che 100 milioni d'euro sono già disponibili per provvedere al rinnovo o alla costruzione di strutture alberghiere. Sono poi in cantiere almeno 50 viaggi stampa entro la fine dell'anno, affinchè il pubblico possa tranquillizzarsi circa le ottime condizioni di sicurezza che, sottolineo, non sono mai mancate in Israele, neppure nelle settimane delle operazioni militari».

Il cambio di programma, oltretutto, potrebbe riservare piacevoli sorprese a quanti abbiano sospeso la propria partenza. Per gli ebrei le vacanze cadono infatti fra la fine di settembre e ottobre e, grazie al rilancio economico di circuiti domestici di solito meno conosciuti o popolari per il pubblico internazionale, l'ultima parte dell'anno offre la possibilità di scoprire un Israele fuori dagli schemi: in bicicletta, di corsa (con ben 4 maratone) o a piedi, vista la crescita d'interesse per la fioritura del Negev in febbraio o per lo scenografico Israeli trail. Un percorso di mille chilometri che attraversa l'intero Paese da nord a sud, dando modo di pernottare presso famiglie così come in rifugi isolati, sulle orme dei viaggi "iniziatici" compiuti dalle matricole studentesche e dai militari in congedo. Né mancano appuntamenti di prestigio per gli appassionati di musica, con un calendario impreziosito dalle opere previste a Masada, ma anche per i cultori della moda e del design, in virtù del Tei Aviv Holon Fashion Festival e della Design Week a novembre. Oppure ci si può lanciare alla scoperta di ben 213 piccole wineries, sfruttando i festival autunnali del vino e delle olive.

«Siamo convinti che anche gli italiani recupereranno presto i 175 mila arrivi del 2013 conclude Avital Kotzer Adari, direttrice dell'ufficio nazionale del turismo israeliano in Italia - tenuto conto che, nei primi sei mesi di quest'anno, erano già cresciuti del 28%. Non dobbiamo infatti trascurare la forte spinta conferita dalla nuova politica di open skies, grazie alla quale molte compagnie low cost possono ora lanciare frequenti offerte stagionali e garantire più di 60 collegamenti alla settimana» .- Fonte: Travel Quotidiano (di Alberto Caspani)