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Intimità - Viaggiare nel segno della fede

Intimità - Viaggiare nel segno della fede

17 Giugno 2011

Sono sempre più numerosi coloro che partono per visitare luoghi sacri - al primo posto c'è la Basilica di San Pietro a Roma seguire percorsi mistici o passare vacanze all'insegna della spiritualità

Con quasi I I milioni di visitatori l'anno, la basilica di San Pietro sbaraglia ogni avversario. Seconda in classifica la chiesa di San Pio a San Giovanni Rotondo. Distaccate di parecchie lunghezze seguono il santuario della Beata Vergine del Rosario, a Pompei, e quello di Loreto. Mancano dati sulla basilica di San Francesco ad Assisi, ma si presume abbia anche lei un ottimo piazzamento, mentre, appena oltralpe, Lourdes accoglie ogni anno 6 milioni di fedeli. In questo quadro, la notizia del milione di pellegrini accorso a Roma da ogni parte del mondo lo scorso I ° maggio per la cerimonia di beatificazione di PapaWojtyla non stupisce più di tanto.

Così come non stupisce il grande afflusso di fedeli previsto a Medjugorje in occasione del prossimo trentennale delle apparizioni della Madonna, manifestatasi per la prima volta nella cittadina della Bosnia Erzegovina il 24 giugno 1981. Perché il fenomeno del turismo religioso sta conoscendo oggi un vero e proprio boom, spostando nel mondo ogni anno 300 milioni di turisti, di cui 40 solo italiani, con un volume d'affari di 18 miliardi di dollari (circa 12 miliardi e 100 milioni di euro). «Al di là dei numeri, è rilevante anche il fatto che sta cambiando il profilo culturale di questi viaggiatori,- osserva Giovanni Sesana, presidente di Brev/Vet.tour operator lombardo specializzato in pellegrinaggi e turismo religioso.

Sino a qualche anno fa si trattava in prevalenza di persone spinte esclusivamente dalla Fede o anche dalla semplice curiosità. Oggi aumenta la percentuale di viaggiatori preparati, che prima di fare le valigie alla volta di una destinazione spirituale, da Gerusalemme a Fatima, all'abbazia di Santa Rita da Cascia, prendono informazioni su Internet o in parrocchia sulla storia, il significato più intimo e l'aspetto artistico dei luoghi che andranno a visitare. E spesso cercano anche itinerari più insoliti, lontani dai circuiti di massa, come la visita ai tre deserti di Neghev, Sinai e Wadi Rum, quella del Belgio cattolico, la parte ortodossa della Serbia e della Bosnia o il giro dell'lrlanda sulle orme di San Patrizio».

Un altro aspetto nuovo è quello messo in risalto da Roberto Corbella, presidente di Astoi, Associazione tour operator italiani: «Una volta il turismo della Fede era molto legato soprattutto alla terza età, oggi sempre di più riguarda le fasce al di sotto dei 30 anni. Pensiamo solo alle Giornate mondiali della gioventù organizzate dal Papa a partire dal 1986, che ogni volta smuovono da un capo all'altro del mondo decine di migliaia di ragazzi (la prossima edizione sarà celebrata in agosto a Madrid).

Pensiamo alle marce organizzate dai frati ad Assisi o al percorso verso Santiago di Compostela,affollato da giovani alla ricerca delle proprie radici religiose. In un mondo confuso come quello di oggi, evidentemente i ragazzi sentono il bisogno di ritrovare alcuni valori che non riescono ad assorbire dalla vita quotidiana». Ma i fenomeni di massa sono sempre la somma di tante storie individuali, a volte più particolari di altre. Negli anni Sessanta era giovanissimo, Sabino, quando ha iniziato a soffrire di depressione, un male che gli ha corroso la vita per vent'anni.«Nell'85 mia madre mi ha organizzato un viaggio al santuario di Medjugorje,- raccont adesso. - All'inizio ero contrario poi, per accontentarla, sono partito. Appena sono arrivato sul posto, peraltro senza aspettarmi niente, ho cominciato a stare subito meglio.

Un miracolo? Non lo so. lo non sono un veggente e non ho mai visto apparire la Madonna, però so che Lei mi ha mandato un segnale nel cuore. Anche se da quel primo viaggio, per conquistare la mia stabilità definitiva, il percorso è stato lu