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Il Tempo Ed.Nazionale - Kamikaze a Marrakesh

Il Tempo Ed.Nazionale - Kamikaze a Marrakesh

30 Aprile 2011
«Ha ordinato e bevuto un succo d'arancia, poi si è fatto esplodere». Sarebbe stata questa la scarna dinamica dell'attentato avvenuto ieri mattina nel caffè «Argana», nella piazza centrale di Marrakesh che ha provocato quimndici morti e una ventina di feriti. A riferire questa versione, il barista del caffè teatro dell'esplosione, rimasto illeso.

La piazza di Djemaa el-Fna è una delle principali destinazioni turistiche di Marrakesh: con i suoi incantatori di serpenti, musicisti e bancarelle è uno dei poli attrattivi della città marocchina e il caffè Argana è uno dei più popolari punti di ristoro. E il terrorismo ha voluto colpire nel cuore più pulsante del Marocco finora risparmiato dalle rivolte che stanno sconvolgendo Nord Africa e Medio Oriente: l'attentato è il più sanguinoso degli ultimi otto anni in Marocco e le prime ipotesi parlano di terrorismo internazionale di matrice islamica.

Tra le 15 vittime figurano dieci stranieri, dei quali sei francesi e quattro di altre nazionalità per ora non precisate: ma si esclude che si tratti di italiani. L'ordigno ha distrutto il primo dei due piani dell'edificio, lasciando quasi indenne il pianterreno. Fonti della sicurezza marocchina e della prefettura di Marrakesh, basandosi sul ritrovamento di chiodi sparati dall'ordigno nei corpi delle vittime, hanno accreditato la pista dell'attentatore kamikaze isolato.

«Siamo di fronte purtroppo a un ulteriore pesante prezzo di sangue che persone innocenti hanno dovuto pagare al terrorismo internazionale», ha commentato il ministro degli Esteri Franco Frattini. Di recente erano state registrate minacce del braccio maghrebino di Al Qaeda per arresti di integralisti islamici, ma non vi sono rivendicazioni né le autorità si sbilanciano sulla possibile matrice islamica riconoscibile secondo analisti di questioni di sicurezza. Peraltro è certo che si tratti del più grave attentato nella storia recente del Marocco, dove negli ultimi anni si è intensificata l'attività di cellule e gruppi di ispirazione jihadista. Il più grave resta quello del 16 maggio 2003, quando attentatori suicidi fecero esplodere almeno cinque ordigni a Casablanca, colpendo un ristorante spagnolo, un hotel di lusso, e un centro della comunità ebraica: le bombe uccisero 45 persone, tra le quali 13 terroristi, e rimasero ferite 60 persone.

L'attentato di ieri potrebbe avere effetti drammatici sul turismo, proprio come avvenne dopo le bombe di Casablanca, colpendo la principale fonte di reddito del Marocco. Il Paese, con 32 milioni di abitanti, è già alle prese con la crisi economica ma è stato risparmiato dalle rivolte che hanno travolto la confinante Tunisia ed il vicino l'Egitto: le manifestazioni che nelle scorse settimane hanno reclamato più democrazia sono state finora tenute sotto controllo grazie a promesse di riforma da parte del re.

Nel 2010, ricorda Roberto Corbella, presidente dell'Astoi - l'Associazione dei tour operator della Confindustria - gli italiani che hanno visitato il Marocco sono stati 210mila e dovrebbero essere 230mila nell'anno in corso. Al momento l'Italia occupa la quinta posizione per numero di turisti presenti nel Paese, graduatoria che vede ai primi posti la Francia e la Gran Bretagna.

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