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Il Sole24Ore - «Servirebbe un fondo di garanzia, che non c'è»

Il Sole24Ore - «Servirebbe un fondo di garanzia, che non c'è»

07 Giugno 2011
INTERVISTA Roberto Corbella

MILANO
Lo Stato non aiuta e i tour operator, che già lavorano con basse marginalità, sono costretti ad affrontare crisi economica ed emergenze politiche e naturali da soli. E chi non ha le spalle più che coperte si trova in grandi difficoltà. A parlare è Roberto Corbella, presidente di Astoi.


Egitto e Tunisia si stanno riprendendo?
Sono due destinazioni importanti per la maggior parte dei tour operator, anche perché il Mar Rosso è una meta valida tutto l'anno. Il Mar Rosso è ancora lontano dai livelli dell'anno scorso, ma sta recuperando. Più lenta invece la situazione nel resto dell'Egitto e in Tunisia. Allo stato attuale comunque siamo ancora indietro e gli operatori, così come gli stessi Paesi interessati, si stanno adoperando per rilanciare la destinazione. Cosa state facendo per aiutarli? Abbiamo lanciato un progetto con gli Enti del turismo egiziano e tunisino, sostenuto anche dal ministero degli Affari Esteri e dalla Direzione generale Cooperazione e sviluppo: una campagna di comunicazione per accelerare il processo di ripresa di Egitto e Tunisia e favorire un rapido ritorno del traffico turistico degli italiani. Per queste aree il turismo rappresenta uno dei principali strumenti di sviluppo economico. Incrementando i flussi verso questi Paesi, contribuiamo tra l'altro alla loro stabilità e prosperità economica. Ma le lentezze burocratiche stanno rallentando questa iniziativa. La politica dovrebbe capire che certe situazioni vanno colte per migliorare i rapporti internazionali.

E invece?
Lo Stato non aiuta il settore pur continuando a ribadire che è un volano di sviluppo economico importante. Il comparto lavora con una marginalità molto bassa e stagioni con eventi negativi, come Sars, influenze varie, attentati, tsunami e altre catastrofi naturali, mettono a dura prova le aziende del settore che devono utilizzare i profitti di tempi migliori per risolvere queste emergenze, visto che il Governo non aiuta.

Nemmeno con il nuovo Codice sul turismo?
Abbiamo chiesto di inserire un fondo di garanzia vero che avrebbe tolto dalle spalle di tour operator e agenzie l'incombenza delle spese per il rientro dei turisti in casi di emergenza, ma avrebbe anche dato una superassicurazione ai passeggeri. Ma non siamo stati ascoltati. Un'occasione persa. È stato invece mantenuto il vecchio fondo di garanzia, che era stato giudicato inadeguato da tutti sia sotto il profilo della protezione al consumatore sia come strumento per offrire un sostegno concreto a un settore che, ancora una volta, dovrà affrontare tutte le difficoltà senza alcun aiuto.

Come è successo a Sprintours?

Esce dal panorama imprenditoriale del nostro comparto un operatore storico e importante. Il suo presidente Jalel Hebara ha tentato di evitare prima, e a gestire poi, una situazione molto complessa, dovuta in larga parte a fattori esterni e imprevedibili. Ma se il mondo bancario si chiude a riccio e chiede subito il rientro dei capitali e dallo Stato non arriva alcun aiuto è difficile restare in piedi. Se un imprenditore non ha le spalle più che coperte è costretto a chiudere.- di Ma.Ge.


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