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Il Sole 24 Ore - L'Egitto chiama i turisti italiani

Il Sole 24 Ore - L'Egitto chiama i turisti italiani

14 Giugno 2014

Convention Astoi . Il ministro Zaazou: basta allarmi, la destinazione è sicura e pronta per l'accoglienza

Il Paese rappresentava il 20% dei ricavi degli operatori, ora vale l'8% METE SCONSIGLIATE Il warning della Farnesina su Sharm El Sheik, lanciato a febbraio, ha prodotto forti ripercussioni sull'intera area, limitando gli arrivi

«Basta con lo sconsiglio che pesa sulle località turistiche del Sinai. Quando ci furono le bombe a Londra nel 2007, nessuno smise di andare in Inghilterra. Mentre il warning della Farnesina su Sharm El Sheik, da febbraio, si sta ripercuotendo, come una valanga su tutto il Paese. L'Egitto è un Paese sicuro, ha un presidente eletto e crede nel suo futuro». Dopo il fondo per gli investimenti da un miliardo di dollari a sostegno del settore, lanciato pochi giorni fa, il ministro per il Turismo egiziano, Hisham Zaazou, scommette sulla ritrovata stabilità nazionale dal palco della convention "United for Egypt", evento italo-egiziano organizzato mercoledì sul Mar Rosso, a Marsa Alam, per promuovere il turismo in Egitto, organizzato da Astoi Confindustria Viaggi, Ainet (Associazione dei network italiani), ministero ed Ente del turismo egiziani, insieme a vari tour operator e quattro compagnie aeree.

Un inedito asse per rilanciare una località che non è incorsa negli "sconsigli" della Farnesina, e dove tutti - dal personale degli alberghi (vere e proprie oasi nel deserto) ai titolari dei negozi - parlano italiano. Anche se, tra caffè semivuoti e stanze d'albergo invendute, la presenza europea, e soprattutto italiana, è oggettivamente rarefatta. Se nel 2010 più di 14,7 milioni di turisti hanno visitato l'Egitto, l'anno dopo, con la caduta di Mubarak erano già crollati a 9,8 milioni. Nel 2012 - anno di relativa calma - picco record di 11,5 milioni di turisti, scivolati sulla soglia dei 9,5 milioni lo scorso anno con la destituzione del presidente Morsi. Tradotto, un guadagno di 5,9 milioni di dollari, quasi la metà rispetto ai 10 miliardi di dollari del 2010. A febbraio, poi, l'attentato a un bus di turisti proprio sul Mar Rosso e le minacce di gruppi terroristici hanno fatto scattare, da parte di Italia, Germania Olanda e Regno Unito lo "sconsiglio" su diverse località.  Sul punto, però, è scattato un cordiale ma vivace "botta e risposta" con l'ambasciatore italiano a Il Cairo, Maurizio Massari: «Il turismo - ha detto Massari - è un settore strategico nei rapporti bilaterali Italia-Egitto, sia in termini di flussi che di investimenti. Per questo, è necessario che le Autorità egiziane continuino a lavorare per garantire adeguate condizioni di sicurezza nelle principali località turistiche, così come un clima favorevole per gli investitori». 

In totale, nel primo trimestre del 2014 il calo del numero di turisti è stato del 43 per cento, anche in virtù del fatto che il 73% delle presenze arriva dall'Europa e che area del Sinai e costa del mar Rosso assorbono, rispettivamente, oltre il 35% di chi arriva nel Paese. E gli italiani? Eravamo al terzo posto, per presenze, dopo russi e tedeschi. Nel 2010, i visitatori italiani sono stati 1.144.384, con una flessione di oltre il 50% nel 2011, quando - secondo dati del ministero del Turismo de Il Cairo - ne sono giunti poco più di 504mila. Nel primo trimestre 2014, sono appena 80mila gli italiani arrivati in Egitto. Mentre, complessivamente, ad aprile, nel Paese sono arrivati il 21% di vacanzieri in meno rispetto allo stesso mese dell'anno precedente: meno di 860mila rispetto agli oltre un milione dell'aprile 2013. 

«United for Egypt è un'iniziativa mai realizzata prima - ha spiegato Luca Battifora, presidente di Astoi Confindustia Viaggi - per la quale tour operator, agenzie di viaggi, compagnie aeree, istituzioni locali, network e albergatori hanno lavorato insieme per rilanciare l'Egitto e la maturità della nostra filiera. Per gli operatori italiani l'Egitto rappresentava nel 2010 circa il 20% del fatturato totale, per attestarsi all'8% nel 2013». «Stiamo lavorando per rilanciare la percezione internazionale della situazione interna - ha detto ancora Zaazou - e lo faremo con iniziative do co-marketing assieme ai tour operator italiani, spot televisivi nei principali Paesi di provenienza». «L'Egitto è una destinazione estremamente importante per le agenzie di viaggio italiane - ha detto Franco Gattinoni, presidente di Ainet (l'associazione italiana dei Network turistici) - perché il nostro mercato rappresenta oltre il 20% del totale dei pacchetti turistici venduti». - di Laura Cavestri