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Il Sole 24 Ore - La protesta dei tour operator

Il Sole 24 Ore - La protesta dei tour operator

11 Luglio 2010

Vacanze. Astoi critica la campagna del ministro Brambilla

MILANO - Ben venga qualsiasi iniziativa di promozione del nostro paese come destinazione turistica, ma non a discapito dei viaggi all'estero, una componente di business importante per gli operatori turistici italiani. La critica arriva da Roberto Corbella, presidente dell'Astoi, l'associazione dei tour operator italiani, ed è rivolta al ministro del Turismo Vittoria Brambilla e ad alcune sue dichiarazioni in occasione della recente presentazione del nuovo spot che invita gli italiani a passare le vacanze entro i confini nazionali.

«Ho visto e apprezzato lo spot realizzato con la collaborazione del presidente del Consiglio - scrive Corbella in una lettera aperta destinata al ministro Brambilla -. Certamente gli italiani hanno ancora molto da scoprire del nostro bel paese e, quindi, trovo l'esortazione da lei rivolta a tutti noi un suggerimento utile e opportuno. L'invito a scegliere l'Italia in sostituzione di altri paesi è, invece, a mio avviso non opportuno, perché rischia di essere percepito come suggerimento autarchico». I viaggi all'estero sono una componente importante del settore, basti pensare, solo per fare un esempio, agli operatori dei trasporti. «Non è solo trascorrendo le vacanze in Italia che si contribuisce all'economia del nostro paese - aggiunge Corbella -. Prendiamo, ad esempio, il settore dei trasporti, dalle compagnie aeree agli aeroporti fino alle ferrovie: in mancanza del traffico verso l'estero il settore entrerebbe in forte crisi».

Il mondo del turismo, si legge ancora nella lettera, «è composto da tante piccole e medie imprese per le quali la divisione tra traffico in entrata e in uscita non è così netta. Per sostenere la loro economia, e contribuire all'andamento di quella nazionale, tali aziende debbono essere in grado di soddisfare appieno il mercato, rispondendo alla domanda, oggi più che mai guidata dai prezzi». Secondo i dati della Banca d'Italia, nel primo trimestre dell'anno la bilancia dei pagamenti nel settore turistico ha registrato un saldo attivo di 827 milioni di euro, in crescita del 62%. «Cosa succederebbe se questa tendenza di scoraggiare i viaggi all'estero prendesse piede anche in quei paesi di cui noi siamo meta? Chi avrebbe più da perdere?» chiede Corbella al ministro. È sbagliato dunque parlare di «abitudine esterofila» dei turisti italiani. L'Italia deve attrarre «vincendo la sfida con le altre destinazioni - conclude Corbella  per l'offerta migliore e non restando arroccata su posizioni di difesa o colpevolizzando scelte diverse». Di Marika Gervasio -- Il Sole 24 Ore Pag. 19

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