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Il Sole 24 Ore - Invasione russa sul Mar Rosso

Il Sole 24 Ore - Invasione russa sul Mar Rosso

14 Giugno 2014


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Battifora (Astoi): così s'indebolisce la forza contrattuale delle nostre agenzie nel negoziare prezzi e tariffe convenienti

«L'Egitto ha più 3500 anni di storia, Sharm El Sheik ne ha appena 30 ed è nata grazie a noi italiani. L'abbiamo fondata e dobbiamo riprendercela». Quella che, nelle parole di Alessandro Seghi (direttore business unit di Going) sembra una dichiarazione di guerra è in realtà la presa d'atto che, oggi, sono i russi la presenza più "ingombrante" tra Sinai e Mar Rosso. Se nel 2008, i russi erano al terzo posto (880mila presenze), dietro a tedeschi (918mila) e inglesi (un milione circa) e poco sopra agli italiani, quarti, con 786mila arrivi, nel 2013 la forbice si è divaricata a dismisura. Italiani dimezzati (504mila le presenze di connazionali l'anno scorso) e quota 2 milioni e 340mila per i russi. Solo nei primi 9 mesi del 2012 i turisti russi sono aumentati del 40% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente con una crescita del 60% delle richieste di pacchetti. In rete e nei forum online italiani si moltiplicano consigli e suggerimenti per evitare i villaggi troppo "russofoni" e si moltiplicano i passaparola con le critiche per la presunta maleducazione dei turisti russi.

«In realtà - ha spiegato Luca Battifora (presidente Astoi) - l'aumento della presenza russa rischia di avere rilevanti ripercussioni economiche, perché fa sì che diminuisca la "forza" e il peso contrattuale dei tour operator italiani nel negoziare prezzi e tariffe convenienti, ad esempio, con gli albergatori egiziani. I russi sono tanti e sono disposti anche a spendere di più per una vacanza sul Mar Rosso. Questo potrebbe imporre un aumento di prezzi progressivamente meno conveniente per gli italiani che diminuirebbe ancor di più la presenza di connazionali in località che, dal punto di vista turistico e infrastrutturale abbiamo fatto nascere noi». Solo da agosto a ottobre 2013 il settore turistico italiano ha perso 90 milioni di euro di fatturato sull'Egitto e sborsato altri 20 milioni di euro per rimpatriare I turisti rientrati in anticipo a causa del warning della Farnesina. Alcuni operatori ammettono che tutt'ora si lavora con margini risicati pur di continuare a vendere i pacchetti per il Mar Rosso.

Ma la crisi non spiega tutto. Perché se gli inglesi sono passati da 1,2 milioni di presenze nel 2010 a 955mila nel 2013 e i tedeschi, rispettivamente, da un milione a circa 855mila, il dimezzamento degli italiani resta la flessione piu marcata. Carlo Pompili, presidente di Veratour, si chiede provocatoriamente, se non siano le agenzie di viaggi, a causa dei warning della Farnesina, poco predisposte a promuovere e a spiegare che non è sconsigliato tutto l'Egitto ma solo un'area specifica e circoscritta. «Non è così - ha risposto Franco Gattinoni, presidente di Ainet -. Le agenzie turistiche siano passate dalle 13.227 del 2009 alle attuali 9mila, ma i pacchetti per il Mar Rosso, gestiti direttamente dalla filiera turistica italiana, sono fortemente dipendenti dalle vendite in agenzie difficilmente disintermediabili solo su internet. Dunque, promuovere il Mar Rosso è interesse di tutti». - di L.Ca.

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