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Il silenzio di Enit

Il silenzio di Enit

17 Novembre 2014

Di Andrea Babbi nessuna notizia, se non un misurato commento del direttore Enit Uk e Francia Valerio Scoyni: "In vista del processo di riorganizzazione importante, che ferma anche le attività, il direttore non è venuto, impegnato a Roma nella definizione del bilancio". Anche di Marco Bruschini, dirigente Promozione, supporto alla commercializzazione e club di prodotto dell'Enit nessuna traccia. La situazione è questa: il 24 novembre i dirigenti delle sedi estere rientrano a Roma e lasciano gli uffici di rappresentanza, dove resta il personale. Il 28 novembre si dovrebbe concludere il rapporto di ristrutturazione del commissario straordinario Cristiano Radaelli, il quale ha presentato un documento di 22 pagine alle rappresentanze dei lavoratori dell'Agenzia "dove la parte di riorganizzazione principale riguarda la sede centrale e poco spazio viene dato alla rete estera", ci spiega un fonte sindacale. Il documento accenna a una pianta organica di 100 persone di staff, come oggi, "diretto da personale locale". La questione è contrattuale e la necessità è di rinnovamento totale, deduciamo.

Il dubbio

Il dubbio è sulla trasformazione in ente pubblico economico, come lo erano Eni, Iri, Imi che negli Anni Novanta sono stati privatizzati. "Se si deve guadagnare da vivere - replica la fonte -, quali sono gli strumenti? Nella riorganizzazione non vengono forniti. Dunque l'ente così configurato serve solo a stipulare contratti di lavoro privati?". Certamente sì, per effetto della spending review. Il problema può rivelarsi lo Statuto trasmesso alla Camera da Radaelli, il nuovo testo che sancisce la rinascita dell'Agenzia. "Per cambiare uno Statuto ci vogliono mesi, basta un ricorso e si ricomincia daccapo".

Stagnazione in agguato

Una pericolosa stagnazione è in agguato e c'è chi addirittura ipotizza la chiusura. Nell'anno di Expo, mentre l'Unwto annuncia la crescita a 1,8 miliardi di turisti globali e la Grecia, reduce da una crisi economica ben più grave di quella italiana, chiude l'anno turistico a +22%. - Fonte: Guida Viaggi (di P. Ba.)