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Rassegna stampa Astoi
Il Salvagente - Tavolo di conciliazione, Tarma in più per i turisti

Il Salvagente - Tavolo di conciliazione, Tarma in più per i turisti

08 Febbraio 2011

RIMEDIARE ALLE BRUTTE SORPRESE DI UN VIAGGIO.

Il pacchetto turistico "tutto compreso" ha riservato brutte sorprese? D tour operator è fallito? Siete rimasti a terra per la cancellazione del volo? L'agenzia non ha fornito adeguate informazioni sui visti o sulle vaccinazioni obbligatorie? Ora per i danni da "vacanza rovinata", l'utente, passeggero o turista, ha uno strumento in più per far valere i propri diritti: la possibilità di ricorrere alla conciliazione paritetica per tentare una risoluzione extragiudiziale della controversia L'accordo è stato siglato la scorsa settimana tra l'Astoi, l'Associazione italiana dei tour operator, l'Assotravel, l'Associazione di categoria delle agenzie di viaggio, entrambe aderenti a Confindustria, e tre associazioni dei consumatori: Adiconsum, Federconsumatori e Movimento consumatori, le stesse che da anni gestiscono lo sportello nazionale S.o.s. Turista.

Trenta giorni
"L'intesa raggiunta consentirà di approdare in tempi rapidi a una soluzione condivisa ed equa", spiega al Salvagente Roberto Corbella presidente dell'Astoi.
Una linea condivisa da Mauro Zanini, vicepresidente nazionale della Federconsumatori: "L'avvio dei tavoli di conciliazione è una tappa fondamentale tanto per gli utenti, che potranno optare per una soluzione alternativa e più economica a quella giudiziaria per risolvere un disservizio turistico, tanto per le aziende, le quali dalla gestione 'positiva' del reclamo potranno cogliere uno stimolo per migliorare la propria offerta turistica". Hanno già dato la loro adesione alla procedura extragiudiziale aziende importanti del settore come Alpitour, Costa Crociere, Club Med e Cts Viaggi. Come funziona e chi può ricorrere all'arbitrato? La procedura, completamente gratuita, prevede tempi certi per arrivare a un accordo di transazione tra le parti a patto che vengano rispettate alcune condizioni Innanzitutto l'utente, in caso di disservizio, deve presentare un reclamo all'agenzia di viaggio o al tour operator entro dieci giorni da quando si è manifestato. Se entro 60 giorni dal reclamo l'interessato non riceve risposta oppure ne riceve una non soddisfacente può rivolgersi a una delle tre associazioni dei consumatori per compilare la domanda di conciliazione. Per imboccare la via extragiudiziale, però, il turista per lo stesso disservizio non deve essersi già rivolto alla magistratura (giudice di pace o tribunale ordinario) e nemmeno aver dato mandato a un proprio legale per rappresentarlo contro l'operatore turistico. Una volta compilata la richiesta di conciliazione, la questione viene sottoposta al tavolo paritetico composto da un rappresentante dell'operatore turistico e uno dell'associazione dei consumatori che, entro trenta giorni dalla ricezione della domanda, devono trovare una soluzione alla controversia.
Accordo vincolante

"Siamo convinti - aggiunge Corbella - che lo strumento conciliativo riscuota successo. Innanzitutto perché, a differenza della giustizia ordinaria, la conciliazione prevede tempi celeri e poi perché, data l'entità modesta del contenzioso, è ragionevole supporre che si possa arrivare a una soluzione condivisa". E nel caso non si arrivi a un compromesso? A quel punto, come preve e l'intesa, verrà stilato un "verbale di mancato accordo" e l'utente sarà libero di adire alle vie legali. Viceversa, qualora si raggiunga l'intesa, questa sarà vincolante per l'utente stesso. L'accordo infatti, come avviene per tutte le forme di conciliazione paritetica, ha efficacia di transazione ai sensi dell'articolo 1.965 del codice civile, è immediatamente vincolante fra le part