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Rassegna stampa Astoi
Il Salvagente - Il mistero dei soldi scomparsi 'Hanno preso un'altra via?'

Il Salvagente - Il mistero dei soldi scomparsi 'Hanno preso un'altra via?'

23 Luglio 2010
I CONSUMATORIE GLI OPERATORI TURISTICI

CORBELLA (ASTOI): "IL MINISTERO CI DICA COME SONO STATE IMPIEGATI LE SOMME DA NOI VERSATE".

Prima si chiude e meglio è, anche per i consumatori". Roberto Corbella , presidente dell'Astoi, l'Associazionedei tour operator aderente a Confindustria, è molto netto. Le risorse per indennizzare i viaggiatori, sono alimentate di anno in anno con il 2% delle polizze assicurative sottoscritte da tour operator e agenzie di viaggio, rappresenta un costo per gli operatori del settore che forse farebbero a meno di caricarsi.

"Vogliamo risposte"

"Non è questo il punto", ribatte Corbella. "Il Fondo non è mai entrato effettivamente a regime. È mancata una vera attuazione. E noi lo abbiamo denunciato ben prima del caso Todomondo. Inoltre il Fondo copre solo i pacchetti tutto incluso e non anche, per fare un esempio, in caso del fallimento di una compagnia aerea o gli incidenti in presenza di uno sconsiglio della Farnesina a recarsi in una certa località estera. Detto questo noi ci chiediamo che si faccia chiarezza".

La lista degli interrogativi è lunga. E coincide con le richieste tanto delle associazioni dei consumatori quanto a quelle del comitato delle vittime Todomondo. "Vogliamo sapere ufficialmente - elenca il presidente dell'Astoi - a quanto ammonta la dotazione del Fondo. Tutti i soldi che gli operatori hanno versato, sono davvero arrivati a destinazione o hanno preso un'altra strada?E, infine, quanti 'sinistri' sono stati indennizzati a oggi? Tutte domande che abbiamo posto al ministro Brambilla senza mai avere una risposta". L'Astoi, insieme ad altre organizzazioni di settore, Assotravel e Fiavet, "ma coinvolgendo anche le associazioni dei consumatori", intende promuovere una lettera congiunta per chiedere ufficialmente una risposta ai mille interrogativi che il Fondo ha fatto sorgere.

Intanto, Avvocati dei consumatori, l'associazione che assiste il comitato delle vittime del crac di Todomondo, ha ricevuto da circa 800 persone coinvolte nel fallimento del tour operator, un mandato per agire legalmente nei confronti del ministero del Turismo. Spiega l'avvocato Domenico Romito ,presidente dell'associazione: "Ci stiamo muovendo in più direzioni, innanzitutto per far valere il diritto dei cittadini alla trasparenza: nel Fondo quanti soldi ci sono? Ammettiamo pure l'eccezionalità del crac Todomondo. Bene, tuttavia chiediamo: le somme accantonate di anno in anno dal 2005 a oggi che fine hanno fatto? L'Isvap sa qualche cosa? E infine, come mai dopo un anno dalla presentazione delle domande di indennizzo, il ministero non ha ancora provveduto ad erogare quanto dovuto? Se non avremo le risposte necessarie siamo pronti anche a una class action, prevista dalla legge Brunetta, nei confronti della pubblica amministrazione per chiedere che vengano ristabiliti i termini, 30 giorni, entro i quali i procedimenti amministrativi - come lo è la richiesta di adesione al Fondo - devono concludersi".

Nuove garanzie

Le domande, da una parte all'altra della barricata, sono sempre le stesse. Ma dal dicastero presieduto dalla Brambilla non arriva nessuna risposta . Di certo sappiamo che il 2% delle polizze sottoscritte dai tour operator entra nel bilancio dello Stato annualmente e che poi, per decreto, il ministero del Tesoro deve girarlo alla presidenza del Consiglio presso il quale il ministero del Turismo gestisce il Fondo di garanzia. Spiega PietroGiordano, segretario nazionale dell'Adiconsum: "Il Fondo risulta sempre vuoto o comunque sottostimato rispetto alle esigenze. Qualcuno deve spiegare che fine abbiano fatto questi soldi, dal 2005 a oggi". Nella realtà, spiega chi con i bilanci della presidenza del Consiglio ha una certa dimestichezza, quando a fine anno restano inutilizzate delle somme queste vengono ripr