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Rassegna stampa Astoi
Il Salvagente - Astoi : "Sul recesso non si poteva fare di più"

Il Salvagente - Astoi : "Sul recesso non si poteva fare di più"

24 Giugno 2018
L'associazione dei tour operator difende la scelta del governo caldeggiata dalle aziende: "Un periodo di ripensamento troppo lungo in questo settore comporta conseguenze economiche troppo onerose anche per chi prenota"

Nell'iter di approvazione del decreto 62/2018 un ruolo determinante lo ha giocato Astoi Confindustria Viaggi, associazione nata nel 2000 e che rappresenta oggi oltre il 90% del mercato del tour operating italiano. In particolare è stata l'associazione a spingere affinché il governo limitasse a 5 giorni il termine per recedere da un pacchetto turistico on line.

Come mai? "A nostro parere - ci spiegano da Astoi - i pacchetti turistici non possono essere soggetti a un periodo di ripensamento eccessivamente lungo poiché le prestazioni devono essere prenotate immediatamente e l'eventuale cancellazione comporta conseguenze economiche che gravano sul soggetto che ha richiesto la prenotazione del servizio. Si pensi alla biglietteria aerea già emessa e non rimborsabile. Ragionare al contrario, significherebbe privare i consumatori della possibilità di ottenere un vantaggio economico, derivante dalla migliore tariffa (aerea o di soggiorno che sia), soggetta a scadenza o disponibilità limitata".

Tuttavia, incalziamo, in caso di acquisti fuori dai locali commerciali, il diritto al recesso è esercitabile fino a 14 giorni. "Il diritto di ripensamento - replica Astoi - serve a tutelare i consumatori che vengono approcciati per una vendita in una condizione non idonea alla carretta formazione del proprio convincimento, ad esempio per strada. Ma la vendita on line tramite il sito del tour operator può essere assimilata a tutti gli effetti all'acquisto presso un negozio, sebbene virtuale, al cui interno il consumatore può acquisire tutte le informazioni precontrattuali anche in maniera più ampia e compiuta di quanto potrebbe fare presso un negozio tradizionale". Altro punto da chiarire sono le tutele per il consumatore.

"L'abrogato Fondo pubblico - precisano dall'Astoi - era alimentato dalle aziende del comparto e non da fondi pubblici: tour operator e agenzie viaggi versavano il 4 % del premio delle polizze di assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile. Tale Fondo non aveva risorse sufficienti a coprire tutti i casi per cui il suo intervento era previsto solo in caso di fallimento o insolvenza dell'organizzatore o dell'intermediario, per il rimborso del pacchetto e il rimpatrio, e in caso di emergenze (catastrofi naturali o disordini politici) in paesi extracomunitari, per il rientro forzato dei turisti. Ma, da quanto ci consta, nei casi di fallimento, insolvenza ed emergenze il Fondo non è mai intervenuto.

Per esempio, durante la crisi politica in Egitto nell'agosto 2013, i tour operator di Astoi cessarono le operazioni sull'Egitto, procedendo essi stessi al rimpatrio dei turisti italiani e rimborsando ai clienti il prezzo pagato per i pacchetti cancellati. Per il nostro settore fu un danno di circa 20 milioni di euro. Insomma, se il Fondo pubblico fosse stato mantenuto, avrebbe dovuto senz'altro essere riformato, ma si è preferito demandare ai singoli soggetti l'onere di adempiere all'obbligo di copertura assicurativa". Anche Astoi ha un proprio Fondo di garanzia. Come funziona? "Il 'fondo Astoi a Tutela dei viaggiatori' è un'associazione no profit con finalità pubblicistiche, che interviene nei casi di insolvenza o fallimento dei tour operator associati, per garantire al viaggiatore il rimborso e il rientro immediato. Una centrale sempre operativa, tutti i giorni dell'anno" "La vendita on line sul sito di un organizzatore può essere assimilata all'acquisto 'fisico' in un'agenzia di viaggio". 
  • IlSalvagente_24.6.2018_pag. 60
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