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La qualità alla guida del turismo
Rassegna stampa Astoi
Il Resto del Carlino Ed.Nazionale - Le Vacanze?Più brevi e motivate

Il Resto del Carlino Ed.Nazionale - Le Vacanze?Più brevi e motivate

13 Febbraio 2010
QUANDO si pensa a un viaggio la destinazione non è tutto. Anzi, appare quasi banale, per un turista post-moderno, focalizzarsi solo sul luogo da visitare. «Ciò che stimola a fare le valigie è una specifica motivazione, come una mostra di quadri, un bel concerto o attività sportive da praticare. Il turista non s'accontenta più del 'pacchetto' standardizzato, ma vuole di più».
A dirlo è Roberto Corbella, presidente dell'Astoi, l'Associazione dei tour operator italiani, che ammette: «Tutto deve gravitare intorno ai bisogni del turista». Quindi anche in tempi di crisi il viaggio 'su misura' è la formula vincente? «Sì, e i tour operator devono adeguarsi, visto che, ormai, la tendenza è quella di fare più viaggi, anche se brevi, durante l'anno e la spinta a partire, spesso, deriva da uno o più eventi particolari». Da qui, il boom del turismo culturale e di quello spirituale... «Entrambe queste forme di turismo sono dettate da forti motivazioni. Sta al tour operator abbinare, ad esempio, alla visita di alcune mostre di Berlino, un itinerario interessante della città o, nel caso della Terra Santa, proporre una visita ai siti più belli da un punto di vista turistico». I 'city break', i brevi viaggi di due o tre giorni, rappresentano il 40 per cento dei pernottamenti in Europa (dati Ipk Worldtravel monitor, ndr). Quali città possono giovare di questa tendenza? «Quelle con tanti eventi durante l'anno». Qual è il budget medio per un viaggio? «Per un viaggio di breve/medio raggio è di 550 euro». Le mete più gettonate, invece? «Gli italiani prediligono l'Egitto, grazie soprattutto all'ottimo rapporto qualità prezzo, poi le isole greche, le Baleari e le Canarie. In crescita Kenya e Zanzibar» Più viaggi, ma più brevi è un bene o un male per i tour operator? «Ci costringe a lavorare di più con un margine più basso. Ma il turismo sta cambiando e viaggiare è diventato un bisogno primario. Tant'è che se nel 1950 i turisti erano 25 milioni, nel 2008 si è arrivati a 900 milioni. Se oggi i viaggiatori hanno meno tempo, è anche vero che hanno bisogno più olte durante l'anno di 'staccare' la spina. Non sarebbe un male se le vacanze le passasse l'Asl...». A questo punto il concetto di stagionalità del turismo non avrebbe più tanta ragion d'essere. «La destagionalizzazione andrebbe incoraggiata, anche attraverso iniziative di defiscalizzazione da parte dello Stato verso quelle strutture che allungano la stagione».
Il budget sempre più limitato dei turisti 'aiuta' la destagionalizzazione? «Le strategie, in realtà, sono per contrastare la crisi. Dal prenotare con largo anticipo a quello del 'last minute'. Il vero fenomeno, oltre alle proposte tarate sulla famiglia, con sempre più figli al seguito, è il boom dei nipoti in viaggio con i nonni, soprattutto in crociera». Quali sono le previsioni per il 2010? «Dopo una flessione media del turismo del 10 per cento nel 2009 rispetto al 2008, per quest'anno potrebbe anche esserci una crescita del 3/4 per cento». Una spinta verrà data anche dalle prenotazioni via web, in crescita? «Internet è un grande alleato per promuovere le mete turistiche, ma ancora relativamente pochi, in Italia, si fidano a usare la carta di credito per acquisti via web». Le agenzie di viaggio però sono in crisi... «Hanno perso la biglietteria di treni e aerei (ormai soppiantata dal web), oltre ad aver subìto il crollo del traffico business. L'Astoi non è per una difesa di bandiera, ma per aiutare le agenzia virtuose ad emergere». Dal 18 al 21 febbraio ritorna la Bit, la Borsa internazionale del turismo di Milano. Crede che fiere di settore come questa siano la risposta giusta per vendere il prodotto turistico italiano agli stranieri? «Per noi operatori è un bene incontrarci e il fatto che alla Bit ci sia un settore a noi dedicato è un'ottima occasione. Sono, invece, piuttosto scettico di fron