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Il Messaggero - Vacanze ridotte per la crisi, in 33 milioni restano a casa

Il Messaggero - Vacanze ridotte per la crisi, in 33 milioni restano a casa

27 Agosto 2013


Codacons: restati a casa in 33 milioni. Spese giù del 7,2%

Italiani con le tasche vuote, niente vacanze per 33 milioni. Colpa della crisi: i soldi sono quelli che sono, si stringe la cinghia e si taglia sulle spese considerate non fondamentali. Risultato? Le vacanze estive 2013 sono state e saranno fino all'ultimo all'insegna del risparmio. Più della metà degli italiani, stima il Codacons, sono rimasti a casa e chi è partito ha speso il 7,2% in meno rispetto allo scorso anno. «Ed è aumentato di 6 milioni - secondo il Codacons - il numero di cittadini costretti a rinunciare alle vacanze». Nel valutare la situazione si mescola pessimismo a cauto ottimismo. Nonostante le cifre da bollettino di guerra, Nardo Filippetti, il presidente dell'Associazione di categoria dei tour operator aderente a Confindustria (Astoi) vede il bicchiere mezzo pieno: «Comunque - fa notare - 27 milioni sono andati in vacanza. In un periodo di crisi come questo non sono poca cosa. Anzi, sono un dato fantastico».

I risparmi

Ma Filippetti riconosce che «se le strutture a cinque stelle hanno fatto il pieno, soprattutto grazie agli stranieri, gli italiani hanno risparmiato persino sulle mance, segno di molta attenzione alla spesa. È il momento di fare qualcosa da parte del governo. L'Italia tira ancora, ma i capitali stranieri restano lontani se non si snellisce la burocrazia, se non si incentivano le assunzioni e si semplificano le procedure. Ci sono molti imprenditori che vorrebbero investire in nuove strutture ricettive, in resort o villaggi turistici, ma la situazione italiana certamente non li incoraggia». Insomma, la crisi c'è e la carenza di iniziative non aiuta. Soprattutto pesa il diffuso senso di incertezza, accresciuto - ricorda Filippetti - da un governo sempre in bilico, dall'annuncio di nuove stangate, che si aggiungono a quelle passate. «Comunque - spiega il presidente dell'associazione di consumatori Carlo Rienzi - la realtà è che metà delle famiglie che hanno potuto permettersi una vacanza hanno trascorso fuori casa un periodo compreso tra i 7 e i 10 giorni, mentre il 35% ha optato per 14/15 giorni. Solo il 15% di chi è partito ha trascorso più di due settimane fuori casa». Tuttavia - fa notare il Codacons - risultano evidenti i tagli al budget di spesa alle vacanze estive 2013: mediamente 97 euro al giorno, contro i 104 euro del 2012, con una riduzione di spesa procapite pari al 7,2%. Tale cifra comprende i costi di trasporto (auto, treno,aereo), i soggiorni presso le strutture turistiche, le spese per mangiare, per i servizi balneari (stabilimenti o altro), per svago e intrattenimento.

La ripresa

«Le vacanze sono diventate un lusso per i ricchi. Il riposo per chi ha lavorato tutto l'anno sono un miraggio» conclude Rienzi. E sarebbe sbagliato contare sulle partenze di settembre. «Ci saranno - dice ancora Filippetti - ma non determinanti per risolvere la crisi generale del settore». Mariano Bella, direttore del Centro Studi di Confcommercio conferma: «Indubbiamente è stata una nuova estate di crisi, ma ci sono segnali di una riduzione della sua intensità, di preludio di eventuale uscita dal tunnel della recessione. Più realisticamente, secondo le nostre stime, è stata del 4 per cento la riduzione dei consumi turistici da parte degli italiani, compensata da una maggiore presenza degli stranieri, soprattutto nelle strutture ricettive del Nord. Possiamo dire, che il settore tiene, nonostante tutto». - di Francesca Filippi

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