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Il Messaggero Ed. Nazionale - Egitto e Tunisia in calo, va forte la crociera

Il Messaggero Ed. Nazionale - Egitto e Tunisia in calo, va forte la crociera

21 Giugno 2011

Corbella, presidente dei tour operator di Confindustria: «Fermi dopo le rivolte arabe, a giugno schiarita»

Egitto e Tunisia, insieme, fanno il 30% delle destinazioni degli italiani in vacanza all'estero. Tornate indietro con la mente, pensate alle rivolte arabe che hanno interessato Il Cairo e Tunisi a inizio anno e mettetevi nei panni di chi fa il tour operator. Davvero un guaio grosso. Infatti, al quartier generale di Astoi, associazione di categoria di Confindustria, si leccano ancora le ferite. «Quei due Paesi rappresentato il core business della nostra attività" osserva il presidente Roberto Corbella, 62 anni, da tre anni alla guida dell'organismo "e i sommovimenti hanno comportato prima il blocco totale per due settimane delle partenze e poi un rallentamento pesante in fatto di prenotazioni e viaggi. In pratica, abbiamo perso marzo e aprile».

Basta un numero per inquadrare il problema: in condizione di pace, ogni anno, un milione e 200 mila italiani vanno in Egitto e 400 mila si dirigono verso la Tunisia. Certo, chi ha rinunciato alle dorate rive Sud del Mediterraneo si è buttato su Spagna e Grecia. Ma non abbastanza da compensare le perdite. «Per fortuna, adesso la situazione si sta normalizzando - dice Corbella - e la speranza è recuperare un po' di terreno perduto». C'è n'è bisogno nel settore del turismo. Quando il presidente allarga l'orizzonte, infatti, il panorama che si scorge non è florido: «C'è un rallentamento generale dovuto a una serie di fattori. La crisi economica, le condizioni climatiche incerte e le scadenze elettorali».

Si parla di una perdita complessiva di giro d'affari del 10 per cento. Ma a quanto pare giugno sta andando piuttosto bene. L'esperto indica le mete più ambite dagli italiani in partenza verso l'estero e parla di New York «favorita da un cambio euro-dollaro vantaggioso», Caraibi e Thailandia. Dice che il soggiorno medio si è accorciato da un paio di settimane a una media di 8 giorni e descrive la tribù dei viaggiatori nostrani come «un popolo che per risparmiare prenota con 3 mesi di anticipo o si fionda sulle offerte last minute, che cerca di spendere il meno possibile per il viaggio per poi scatenarsi a destinazione facendo incetta di souvenir o concedendosi uno shopping generoso e che d'estate sogna soprattutto il mare». Infatti, le crociere stanno diventando una moda sempre più diffusa.

«Le prenotazioni per questa forma di vacanza K spiega Corbella K aumentano con tassi a doppia cifra da alcuni anni. La ragione è molto semplice: le navi si stanno trasformando in vere e proprie città galleggianti e a bordo trovi veramente tutto. Puoi andare in palestra, giocare a tennis e in qualche caso dedicarti persino al golf». Tuttavia, fanno capire da Astoi, se il flusso di viaggi verso l'Egitto non riprende a ritmi pre-crisi, cade ogni possibilità di risollevare il settore: «E' la zona del Mar Rosso il nucleo centrale della nostra industria vacanziera. Ci si arriva in 3 ore, ci si può andare per 12 mesi l'anno ed ha un rapporto qualità-prezzo ineguagliabile». Il rilancio del settore passa dal ritorno di fiamma degli italiani per piramidi, sfingi e navigazioni sul Nilo. - di M.Di B.

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