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Il Giornale del Turismo - Tunisia, prove di normalità

Il Giornale del Turismo - Tunisia, prove di normalità

31 Luglio 2015

Dopo i fatti di Sousse il Governo del Paese ha varato diverse misure a favore degli operatori turistici. Intanto l’Ente Nazionale per il Turismo rassicura: tutto regolare.

Il Governo tunisino si rimbocca le maniche. La ministra del Turismo Salma Elloumi Rekik, infatti, ha annunciato una serie di misure a beneficio soprattutto degli albergatori e degli operatori turistici per limitare i danni dopo i fatti di Sousse. Si tratta di misure economiche che si sommano a quelle sul piano operativo quali l’aumento della sicurezza turistica in primis, con l’istituzione della vigilanza armata per hotel, spiagge e siti turistici già in atto. Le decisioni adottate prevedono il 30% di sconto sulle tariffe per i trasporti aerei e marittimi per i tunisini residenti all’estero; la cancellazione dell’imposta di bollo per gli stranieri durante la loro partenza dalla Tunisia; la riduzione del tasso dell’Iva 12-8% per le imprese turistiche; l’esame per un’eventuale ripianificazione dei debiti, anche fiscali, delle imprese; il rinvio del rimborso di prestiti per il 2015 ed il 2016 con la riprogrammazione in base alle capacità dell’azienda di pagare i propri debiti; la concessione di prestiti eccezionali rimborsabili nell’arco di 7 anni con due anni di grazia con la garanzia dello Stato; la concessione di visti d’ingresso in Tunisia per investitori e uomini d’affari provenienti da Cina, India, Iran e Giordania; l’annullamento del visto per Angola, Burkina Faso, Repubblica del Botswana, Bielorussia, Kazakistan e Cipro. Circa le ripercussioni dell’attentato sui livelli di occupazione diretta, la Ministra ha assicurato: “Coloro che saranno licenziati riceveranno un assegno di 200 dinari al mese forniti dal ministero degli Affari Sociali fino a dicembre 2015”. Per i mesi successivi sarà valutata la situazione al momento. 

Dopo queste misure è arrivata la rassicurazione ad opera dell’Ente Nazionale Tunisino per il Turismo, che con una recente nota ha comunicato l’assenza del coprifuoco e che “l’introduzione di posti di blocco non compromette in alcun modo la libertà di circolazione e spostamento delle persone all’interno dei confini nazionali. La vita della popolazione nelle città e nelle zone limitrofe prosegue pertanto normalmente e senza ripercussioni sulle attività lavorative e ricreative. Anche l’attività delle strutture ricettive, dei resort, dei ristoranti e di tutti i servizi collaterali nelle zone turistiche e archeologiche è ripresa regolarmente – aggiunge la nota – Accogliendo favorevolmente lo spirito di solidarietà manifestato dai tour operator e dagli altri partner nel settore del turismo, auspichiamo che queste misure aggiuntive possano ulteriormente ripristinare il clima di sicurezza e fiducia dei visitatori stranieri”. Agli inizi di luglio, infatti, il presidente della Repubblica Tunisina ha annunciato nuovi provvedimenti che il Governo ha adottato per garantire maggiore sicurezza e proclamando lo stato di emergenza su tutto il territorio, dichiarato in via del tutto straordinaria e come misura complementare ai provvedimenti disposti dal capo del Governo Habib Essid. Tale stato d’emergenza, infatti, permette al Governo di gestire con più autorità situazioni difficili e potenzialmente pericolose per la sicurezza interna come la formazione di sit-in e manifestazioni, ora proibiti, e rende ancora più capillare la presenza delle forze dell’ordine ai check-point e nelle zone di confine e di grande affluenza.

LA FLESSIBILITÀ
DEI TOUR OPERATOR
“I tour operator Astoi hanno deciso subito di assicurare ai clienti che avevano scelto la Tunisia come meta delle loro vacanze la massima flessibilità su riprotezioni e/o annullamenti per partenze future. In questo delicato frangente abbiamo ritenuto doveroso farci carico di qualsiasi onere per tutelare ed agevolare i nostri clienti”. Luca Battifora, presidente di Astoi Confindustria Viaggi, ha fatto il punto della situazione dopo gli attentati di Sousse. “A nome di tutte le imprese associate ad Astoi Confindustria Viaggi, il primo pensiero è rivolto alle vittime, ai loro familiari ed a tutti coloro che sono stati coinvolti in questa drammatica vicenda – è stato il suo esordio – Durante il week end interessato e nei giorni successivi, i tour operator associati ad Astoi hanno gestito il rientro in Italia di circa 1.400 connazionali. Appresa la notizia praticamente in tempo reale – ha continuato Battifora – è stata immediatamente attivata la nostra Unità di Crisi interna e convocata una riunione con tutti i tour operator coinvolti sulla destinazione per coordinare la gestione operativa di questa emergenza, rimanendo al contempo in costante contatto con la Farnesina, le autorità tunisine e con il personale in loco dei singoli tour operator. 

Questo terribile atto terroristico – ha commentato il presidente di Astoi – riporta all’attenzione di tutti quanto da noi già evidenziato e discusso nel convegno su ‘Globalizzazione del rischio e turismo consapevole’ tenutosi in Confindustria, ovvero l’esigenza di ridisegnare regole e comportamenti in un quadro internazionale profondamente mutato”. Battifora ha ricordato come nessun ministero degli Affari Esteri dei principali Paesi europei, cioè Italia, Regno Unito, Francia, Spagna e Germania, ha emesso formalmente uno sconsiglio sulla Tunisia. Per il presidente di Astoi è la “dimostrazione di come stiano cambiando i parametri di valutazione delle autorità preposte. È per questo, ribadisco – ha sottolineato – che gli addetti ai lavori del comparto turistico ed i consumatori dovranno ‘fare quadrato’ per definire di comune accordo regole che consentano trasparenza nei diritti e doveri di imprese e viaggiatori”. 

La conclusione del messaggio di Battifora, dopo quanto fatto ancora una volta a tutela dei clienti mettendo in campo risorse dei tour operator, è chiara: “Non posso garantire che una simile condotta sia sempre possibile, o forse è meglio dire sostenibile, per le imprese del comparto, ma è chiaro che tutti dobbiamo interpretare questo cambiamento condividendone i rischi e, soprattutto, senza mai abdicare a questa strategia del terrore messa in atto con il primario scopo di infondere paura ed insicurezza”. Di V.M.