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Il Giornale del Turismo - Se la Sardegna soffre Mare Italia non ride

Il Giornale del Turismo - Se la Sardegna soffre Mare Italia non ride

23 Luglio 2013


L associazione sceglie l isola per la propria XX Assemblea Generale e snocciola i dati negativi della destinazione, ripresi dagli altri interventi istituzionali.

Riecheggiando un antico adagio che parla di Atene e Sparta, se la Sardegna piange, il Mare Italia certo non ride. Da anni il prodotto fa registrare il segno meno alla maggior parte degli operatori, tanto che alcuni debbono la loro uscita dalla scena turistica proprio al balneare italiano. Astoi Confindustria Viaggi, confermando il polso del mercato proprio di un Associazione che rappresenta l 80% del tour operating italiano, ha scelto dunque la Sardegna per la parte pubblica della propria XX Assemblea Generale, che ha coinvolto importanti protagonisti del settore turistico a livello locale e nazionale.

Nardo Filippetti, presidente di Astoi Confindustria Viaggi, ha aperto i lavori elencando una serie di cifre non proprio allegre:  Secondo i dati tratti da un recente  Rapporto della Banca d'Italia sull'economia della Sardegna , il calo globale degli arrivi nell isola, nel periodo 2009-2012, è stato del 21,70%, pari a 531.000 turisti in meno, di cui 466.000 sono italiani. Per quanto riguarda le presenze, sempre nello stesso periodo, sono andati in fumo ben 2.780.000 pernotti sull'isola, relativi esclusivamente ai nostri connazionali e pari al 33,72% in meno rispetto al 2009 . Le vicende dell isola vanno inquadrate in quelle più generali del prodotto Mare Italia, che  anche quest anno  continua Filippetti - registra un trend negativo, purtroppo in linea con quello del 2012, già segnato da un calo globale delle presenze pari all 8% circa.

Come evidenziato dal 18° Rapporto Annuale sul Turismo Italiano a cura di Mercury, in particolare per i vacanzieri italiani si prevede una flessione del balneare del 10% in termini di presenze e del 15% in termini di spesa. Questi dati non ci sorprendono e si iscrivono in una cornice più vasta e propria del prodotto balneare italiano, caratterizzato da una scarsa competitività che si declina su più fronti: cattivo rapporto qualità/prezzo, scarsa innovazione di prodotto, nuove logiche distributive, disintermediazione, mancato adeguamento alla rapida evoluzione della domanda . Fa eco alla relazione di Filippetti l intervento di Alberto Scanu, presidente di Confindustria Sardegna, che parla di vera e propria  emergenza strutturale propria dell economia sarda:  La verità è che la Sardegna subisce la concorrenza di altre destinazioni percepite come più economiche dal turista. La bellezza del territorio, l incanto del mare e la cultura non sono più sufficienti per attirare i visitatori - ha denunciato Scanu - Perdiamo quote di mercato turistico da dieci anni perché scontiamo la scarsa innovazione di prodotto e ci fossilizziamo sul balneare che, a sua volta, risente di una stagionalità già corta .

Andrea Babbi, direttore generale dell Enit-Agenzia, coglie l occasione per sottolineare i punti deboli della nostra promozione all estero, partendo dal budget esiguo:  Quello 2013 ammonta a 18 milioni di euro, di cui però 17 destinati ai costi di struttura. Ora bisogna ragionare per il 2014 sperando che venga aggiunta una quota per il marketing, altrimenti di cosa stiamo parlando? , si chiede retoricamente il manager che ricorre ad una metafora:  Si dice sempre che il turismo è il nostro petrolio, ma per tirarlo su ci vuole una trivella, non una paletta da spiaggia. Con le palette si costruiscono soltanto castelli di sabbia . Non manca il riferimento al famigerato portale Italia.it:  A dicembre è stata sottoscritta la convenzione con l allora ministro Gnudi, ma la sua operatività non ci è stata ancora assegnata , dice.

L associazione sceglie l isola per la propria XX Assemblea Generale e snocciola i dati negativi della destinazione, ripresi dagli altri interventi i