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Il Giornale Del Turismo - Il Fondo di Garanzia è tutto da rifare

Il Giornale Del Turismo - Il Fondo di Garanzia è tutto da rifare

02 Dicembre 2015

La normativa europea obbliga gli organizzatori del viaggio a dotarsi di polizze assicurative o bancarie da sostituire al Fondo di Garanzia gestito dal Mibact. Ma per riorganizzarsi la mole di lavoro è tanta ed il tempo poco, visto che cambia tutto dal primo gennaio 2016.

Fondo di Garanzia, così non va. Non è la solita frase polemica relativa alla sua cattiva gestione o incapienza, perché questa volta è da intendersi in senso letterale e a deciderlo, tanto per cambiare, è stata l’Europa con una legge che dispone la cancellazione del Fondo così come lo si conosce fino ad ora. Al suo posto, strumenti quali polizze assicurative o garanzie bancarie a carico degli organizzatori del viaggio.

Il Fondo di Garanzia, quindi, oggi gestito da una struttura preposta ed interna al ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, non va più bene e diventa un’ulteriore grana per le imprese, perché a mettercisi di mezzo ci sono anche i tempi stretti, visto che la nuova normativa decorrerebbe dal primo gennaio 2016, praticamente domani. La questione del Fondo, quindi, si aggiunge alle beghe che affliggono gli addetti ai lavori, come se già non bastassero quelle di natura quotidiana accompagnate dalle drammatiche cronache internazionali. ‘Il Giornale del Turismo’ ha chiesto lo stato dell’arte sul Fondo di Garanzia ad associazioni di categoria ed assicurazioni per fare il punto della situazione.

Astoi e Federviaggio, serve una proroga

Una comunicazione di questo tipo ha chiaramente visto mobilitarsi per prime le associazioni, che hanno dato vita prima ad una serie di incontri e poi ad un vero e proprio tavolo di lavoro. “La nascita di un gruppo interassociativo che raccoglie le sigle di Confcommercio, Confindustria e Confesercenti riunite in un unico tavolo di lavoro – ha dichiarato Francesco Sottosanti, direttore generale di Federviaggio – ha come obiettivo quello di mettere a punto una macchina organizzativa efficiente per rispondere a questa nuova normativa. Sembra a tutti chiaro, però, che il Fondo non si possa dismettere dall’oggi al domani ed il tempo per farlo è irragionevolmente breve, così abbiamo chiesto una proroga alla fine del 2016”.

Serve tempo, insomma, lo dicono tutti a gran voce anche perché, come ha sottolineato il presidente di Astoi Confindustria Viaggi Luca Battifora, “in Italia mancano gli strumenti assicurativi e finanziari che ci possano permettere di rispettare questa nuova normativa. Si tratta di un tema molto delicato, il problema è comune e c’è un confronto costante per soluzioni alternative che riguardino il mondo del tour operating. Di fatto la soluzione non è facile né veloce – ha ribadito Battifora - ecco perché abbiamo chiesto altro tempo: con quel poco che abbiamo, infatti, è impossibile chiudere positivamente la partita”.

Il parere delle assicurazioni

E le assicurazioni? Hanno un ruolo ancora più importante, dopo le indicazioni della Commissione europea. “Allianz Global Assistance è parte attiva nel processo che vede coinvolte le associazioni di categoria del turismo, il Mibact, il mondo assicurativo e le istituzioni finanziarie – ha detto il direttore commerciale Renato Avagliano - Come Gruppo Allianz stiamo valutando le soluzioni interne in attesa che i tavoli tecnici chiariscano gli effettivi contorni della normativa e le tipologie di soluzioni adottabili. Probabilmente, data la peculiarità del sistema imprenditoriale italiano, la migliore soluzione a cui tendere è quella di un fondo privato in grado di garantire questa esigenza. Certo è che i tempi sono veramente stretti”, ha concluso Avagliano in accordo con tutti gli interlocutori sentiti.

Di profilo più tecnico il parere di Stéphane Coulot, Ceo AXA Assistance Italia: “Con l’abolizione del Fondo dal prossimo gennaio 2016, gli attori del turismo dovranno proteggere il rischio insolvenza tramite garanzia bancaria/assicurativa o tramite la costituzione di un Fondo, anche sotto forma consortile, nell’ambito del quale potrebbero subentrare compagnie di assicurazione. E’ tuttavia nostro parere che la promozione di questo tipo di iniziativa non debba essere guidata dalle compagnie assicurative – ha continuato Coulot - Riteniamo utopico pensare che le compagnie assicurative possano coprire un rischio d’impresa dell’organizzatore. Come detto prima, è tuttavia percorribile una qualche partecipazione delle Compagnie in un eventuale Fondo costituito a tal fine”.

Un riassunto efficace del tema è stato fatto da Christian Perego, head of marketing and communication ERV Italia, che ha aggiunto un’altra prospettiva: “Tecnicamente, l’abrogazione del Fondo Nazionale di Garanzia si accompagna all’obbligo per agenzie di viaggi e tour operator di dotarsi di polizze assicurative o garanzie bancarie in grado di garantire in caso di insolvenza o fallimento, quindi il consumatore continuerebbe ad essere tutelato. Dal nostro punto di vista, questa situazione ha aperto una prospettiva completamente nuova, perché si tratterebbe di proporre polizze che in Italia non esistono – ha specificato - Noi siamo uno dei pochi assicuratori specializzati nel ramo delle assicurazioni viaggi e, soprattutto, abbiamo una forte esperienza su questo genere di polizze all’estero, acquisita dalle filiali consorelle. In Germania, ad esempio, le proponiamo dal lontano 1994. Una soluzione potrebbe essere quella di ricalcare proprio il modello tedesco: in Germania esiste un consorzio di compagnie assicurative, del quale facciamo parte, che si occupa dell’attività di valutazione del rischio attraverso complessi sistemi di risk assessment, e della tariffazione. I massimali ed i premi delle coperture sono stabiliti in relazione al fatturato dell’operatore – ha spiegato Perego - e le tariffe vengono stabilite in base a svariati parametri di rischiosità: dal rischio Paese alla solidità finanziaria, fino al tipo di business operato. E’ chiaro però che i tempi richiesti, per di più in assenza di dettagliate indicazioni circa le caratteristiche che la copertura deve avere, risultano impraticabili, considerato che le valutazioni preliminari su questo nuovo prodotto assicurativo per il mercato italiano richiederanno diversi sforzi condivisi tra gli attori in questione”. Tempo tiranno, insomma, tempo nemico.

Su questo dato l’accordo è davvero immediato, oltre che totale. di Valentina Maresca



  • Il Giornale Del Turismo - Ottobre_Novembre 2015 Pag 10 - 11
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