Astoi Confindustria viaggi
La qualità alla guida del turismo
Rassegna stampa Astoi
Il Giornale del Turismo - Astoi contro lo spot del Governo: penalizzate le nostre imprese

Il Giornale del Turismo - Astoi contro lo spot del Governo: penalizzate le nostre imprese

13 Luglio 2010

 L invito a scegliere l Italia in sostituzione di altri paesi, non opportuno, perché rischia di essere percepito come suggerimento autarchico, oltre a suonare come un accusa nei confronti di tutte quelle imprese italiane con decine di migliaia di persone che lavorano con serietà per offrire un valido prodotto in linea con quanto il mercato richiede . Roberto Corbella, presidente di Astoi, risponde così allo spot lanciato dal Ministro del Turismo Michela Brambilla, con il quale si suggerisce agli italiani a scegliere il Bel Paese per le vacanze.

Il presidente Astoi vede nel messaggio un pericolo per il settore dei trasporti, concepiti quasi sempre basandosi su un traffico bidirezionale, se non addirittura multi direzionale e, in mancanza di alcune componenti di traffico (quale quelle verso l estero), il settore rischierebbe seriamente di non potersi sostenere ed entrerebbe in forte crisi.  Il mondo del turismo  scrive Corbella  è composto da tante piccole e medie imprese per le quali la divisione tra traffico in entrata, domestico e quello in uscita non è così netta e, per sostenere la loro economia e, dunque, contribuire all andamento di quella nazionale, tali aziende debbono essere in grado di soddisfare appieno il mercato, rispondendo a quella che è la domanda, oggi più che mai guidata dai prezzi. I dati della Banca d Italia ci dicono che, per il primo trimestre 2010, abbiamo avuto come paese un saldo attivo sulla bilancia dei pagamenti relativi al settore turismo di 827 milioni di euro , con un incremento del 62%. Cosa succederebbe  chiede il leader Astoi  se questa tendenza di scoraggiare i viaggi all estero prendesse piede anche in quei paesi di cui noi siamo meta? Chi avrebbe più da perdere? .

Corbella si chiede poi come spiegare a partner di accordi già stretti, come la Francia e la Spagna, una chiusura così netta.  Vogliamo promuovere le nostre città, le nostre spiagge e le nostre montagne in Italia e nel mondo  conclude Corbella  dobbiamo però essere in grado di vincere la sfida con le altre destinazioni perché sappiamo offrire di più e meglio, e non perché rimaniamo arroccati in posizioni di difesa o colpevolizziamo scelte diverse, nè, tantomeno, aggiungendo ulteriori oneri quali la paventata tassa di soggiorno su Roma .