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Il Gazzettino (ed. naz.) - Piace la vacanza 'ora et labora'

Il Gazzettino (ed. naz.) - Piace la vacanza 'ora et labora'

12 Agosto 2011

TURISMO

In circa 10mila accolgono l'invito del Papa a rilassarsi nei luoghi santi, come eremi e comunità religiose

Il Veneto aderisce alla rete "Cammini d'Europa", tra conventi e abbazie Il turismo religioso come risorsa per l'anima e lo spirito, ma anche strumento per valorizzare il territorio e sostenere le casse di un settore, quello turistico appunto, che se pur non travolto dalla crisi, fatica a tenere la testa fuori dall'acqua.

La rete dei percorsi di fede e dei monasteri richiama in Veneto ogni anno 14 milioni di pellegrini che non scelgono solo la visita mordi e fuggi, ma a volte chiedono anche di soggiornare negli antichi monasteri, da San Francesco del Deserto a Venezia all'Abbazia di Praglia o nelle strutture del Pellegrino a Monte Berico a Vicenza. Un modo diverso di fare vacanza, l'ora et labora che caratterizza l'immagine del monaco e del monastero, con cellulari spenti, frugali cene nel silenzio della meditazione, passeggiate nella natura e vicinanza con la terra e i suoi frutti.

Le opportunità per farsi aprire le porte da conventi o vecchi monasteri non sono poi molte, in Triveneto, Piemonte e Valle d'Aosta non sono più di 21 le realtà che accettano ospiti, offrendo una collaborazione fattiva alla vita monastica, oltre che libero accesso abiblioteche e chiostri. Molte di più le opportunità in Lazio, con 53 strutture, seguito dalla Toscana con 48 e Marche con 47. A livello nazionale ogni anno sono almeno 10 mila le persone che chiedono di vivere questa esperienza, lasciandosi alla spalle la vita di tutti i giorni.

«É un nuovo modello di vacanza che riscuote molto favore tra i giovani - spiega Roberto Corbella, presidente dell'Associazione dei Tour operator di Confindustria - Sono esperienze più legate ad una specifica formazione culturale, come può esserlo una attraversara nel deserto o un safari fotografico, che una vacanza come siamo soliti intenderla». Come spiegano nel loro sito i monaci di Praglia, monastero in provincia di Padova, «l'ospitalità benedettina è un'esperienza pienamente spirituale, umana e culturale: una piccola finestra sul chiostro della vita per contemplare il senso del cammino nell'orizzonte infinito della speranza, ascoltando il silenzio del cuore nella comunione della Parola».

A chi vuole trascorre qualche giorno di raccoglimento i monaci danno la possibilità di condividere il ritmo della giornata fatto di preghiera, di lavoro, di studio, e di silenzio. «Il Veneto crede molto nel turismo religioso, anche come leva per valorizzare il territorio - sottolinea l'assessore al Turismo Marino Finozzi - Abbiamo aderito alla rete "Cammini d'Europa" e dato vita a molti percorsi, come "La via Francigena dell'Est", che toccano santuari, abbazie, chiese, monasteri. E cresce il numero delle persone che non si limitano a visitare questi luoghi, ma chiedono anche ospitalità nei conventi». - di Daniela Boresi

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