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Il Denaro - Ritorna il ministero del Turismo: scelta convincente

Il Denaro - Ritorna il ministero del Turismo: scelta convincente

20 Maggio 2011

Finalmente, dopo anni bui, il cielo, per il turismo nazionale, si sta schiarendo. Le nubi minacciose sono andate via ed il sereno è ritornato con la ricostituzione del ministero del Turismo. Una nazione come l'Italia, meta turistica preferita da tutti i viaggiatori, era, come detto, senza un ministero del Turismo. Per anni il "Bel Paese" è rimasto orfano di una istituzione a tutela di un mercato che vale circa l'11 per cento del Pil nazionale. Purtroppo, da alcuni anni, l'Italia è retrocessa dal primo al quinto posto come destinazione dei flussi turistici internazionali. Le ragioni di tale "defaillance" sono diverse e da analizzare, in modo da poter impegnarsi per riguadagnare le posizioni perdute. Per raggiungere tale obiettivo il governo ha deciso di ripristinare il ministero del Turismo ed ha scelto una donna, Michela Vittoria Brambilla, per gestire questo dicastero. La scelta si è rivelata felice e, dopo lo start up, i risultati cominciano a vedersi. La Brambilla ha intrapreso varie azioni finalizzate a recuperare presenze, malgrado la recente crisi. Grazie all'impegno del neo ministro del turismo ed i suoi collaboratori, finalmente è stato approvato dal consiglio dei Ministri il Decreto legislativo Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo. Tale Codice fa riferimento a tutto il mondo del turismo, a tutela sia del consumatore che di chi eroga i servizi.

Naturalmente tale normativa ha suscitato polemiche e qualche reazione, i pareri, come al solito, sono discordi: la riforma del mercato turistico, realizzata attuando la delega prevista dall'articolo 14 della legge n.24 del 2005, mira a tutelare i consumatori, ma mette in seria difficoltà le aziende del settore, alle quali é richiesto uno sforzo di "riqualificazione e competitività", che secondo le imprese turistiche italiane, appare però disallineato alla realtà e al quadro europeo. "E' un atteggiamento inammissibile, non possiamo accettare che sulle nostre imprese siano prese decisioni di questa portata, senza interpellarci", ha commentato la presidente Fiavet/Confturismo Cinzia Renzi. Anche per Federviaggi, che smentisce il suo coinvolgimento nella stesura dello schema di decreto, a pari della Astoi (Associazione Tour Operator), il Codice del Turismo "indebolisce gli operatori" Le associazioni di categoria non sono tutte d'accordo sui contenuti perché si lamentano di non essere state interpellate, come le federazioni di settore che chiedono a gran voce di essere parimenti ascoltate, "in modo da rivedere norme che altrimenti distruggerebbero molte nostre aziende". In sintesi i 74 articoli del Codice del Turismo, prevedono la ripartizione degli interventi pubblici di settore; la regolamentazione in linea con le legislazioni europee; l'adeguamento della disciplina alle tecnologie informatiche; la sicurezze e la tutela dell'ambiente. I prossimi incontri serviranno sicuramente a smussare gli angoli. Una nazione come l'Italia deve riprendere la giusta collocazione sui mercati internazionali nell'interesse di tutti. Una regia unica, specie in aree difficili come la Campania, sarà decisiva per il turismo, vera fonte di ricchezza per molte regioni. La bellezza dei luoghi, la storia, il patrimonio artistico, l'arte, la cultura sono fattori importanti per far riprendere quota al "Bel Paese". In un'era tecnologicamente avanzata niente può essere lasciato al caso. Il ministero del Turismo, avvalendosi del nuovo Codice dovrà garantire la sicurezza dei consumatori, delle imprese, dei lavoratori. Le iniziative pubbliche e private dovranno essere finalizzate al marketing, parola chiave per portare il prodotto all'utente, farlo acquistare, farlo apprezzare in loco (customer's satisfaction), farlo riacquistare (guest relationship), insomma creare "sistema", dove tutti, pubblico e privato, recitino il proprio ruolo, il premio sarà profitto per tutti.