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Rassegna stampa Astoi
Il Cittadino di Lodi - Un fenomeno molto diffuso, il Lazio regione più frequentata

Il Cittadino di Lodi - Un fenomeno molto diffuso, il Lazio regione più frequentata

12 Agosto 2011

C'é anche una buona fetta di italiani che ogni anno, con coraggio vista l'esiguità dei canali informativi, sfida i luoghi comuni delle vacanze per rifugiarsi nei monasteri, alla ricerca di silenzio e solitudine, per ricaricare la mente dopo lunghi mesi di faticoso tran tran. Sono circa 10mila, fanno sapere gli esperti, quelli che annualmente - secondo l'invito fatto ieri da Papa Ratzinger - decidono di «abbandonarsi al silenzio» nei monasteri. E se la maggior parte di questi intraprende un'avventura così con spirito religioso, un'esperienza simile sono pronti a farla pure tantissimi in forma per così dire 'laicà, ben lontana dalle esperienze new-age dei lontani anni Ottanta.

E il Belpaese, si sa, è ricco di monasteri: più di 400, ben diffusi su tutto il territorio, almeno tra quelli di una certa importanza, che si accompagnano a più di 1.700 santuari.Una "vacanza" di questo tipo pare quindi a molti italiani una cura efficace contro lo stress cittadino, mancanza cronica di tempo libero e una serie interminabile di preoccupazioni. Si tratta di trascorrere alcuni giorni nella natura e nel silenzio più totale, completamente scollegati dal mondo esterno, in spazi spesso angusti (sovente in vere e proprie celle) e privi di ogni forma di comodità.

Ma non tutti i monasteri sono aperti all'accoglienza e molti accettano soltanto uomini. In numerosi poi è prevista l'autogestione degli ospiti ma anche una collaborazione fattiva alla vita monastica, che comporta però il libero accesso a chiostri e biblioteche. Secondo le statistiche il numero maggiore di monasteri si trova nel Lazio (53), seguito da Toscana (48), Marche (47), Umbria (36), Lombardia (28) e Piemonte e Val d'Aosta (23). Ma i più famosi, anche per la bellezza degli scenari circostanti, si trovano sugli Appennini, tra Umbria, Marche, Toscana e Emilia Romagna.

Tuttavia soltanto una parte di questi apre le sue porte a "esterni", graduatoria che vede al primo posto ancora il Lazio (con 39 monasteri), seguito a pari merito da Toscana e Marche (33), Umbria (25), Triveneto e Piemonte-Valle d'Aosta (21), Abruzzo-Molise (20), Lombardia (19), Emilia Romagna (18), Campania (15), Puglia (13), Liguria e Sicilia (10), Calabria (3) e Basilicata e Sardegna (1).Gli addetti ai lavori seguono con attenzione questo ambito particolare del nostro turismo, che naturalmente ha molto a che vedere con gli importanti flussi mossi dal turismo religioso.

«L'approccio con le realtà religiose per ricercare silenzio e tranquillità riscuotono molto favore anche tra i giovani ed è sicuramente un fenomeno in forte crescita», spiega Roberto Corbella, presidente dell'Astoi, l'Associazione dei tour operator della Confindustria. «Questa tipologia di vacanza, molto legata al silenzio e alla meditazione, del resto è assimilabile ai safari fotografici in Africa, alle traversate nel deserto egiziano, ad alcune esperienze in barca a vela o alle escursioni estive in montagna. Si tratta - conclude - di esperienze più legate a una specifica formazione culturale piuttosto che a un'espressione di una determinata classe sociale».

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