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Il Blog di Federturismo Confindustria - Nardo Filippetti: l'importanza del comparto del turismo organizzato e la necessità di un osservatorio

Il Blog di Federturismo Confindustria - Nardo Filippetti: l'importanza del comparto del turismo organizzato e la necessità di un osservatorio

03 Aprile 2013


Il turismo è di per se libertà di movimento e si sviluppa meglio là dove questa libertà trova la sua massima espressione. La scelta di vacanze all estero, oltre che motivata da un legittimo desiderio di conoscere luoghi e culture differenti dalla nostra quotidianità, è anche spesso guidata dal fatto che molte destinazioni sono in grado di offrire attrattive ugualmente (o più) interessanti, a condizioni economiche oggi "introvabili" nel nostro paese. L'Italia deve essere in grado di vincere la sfida con le altre destinazioni offrendo di più e di meglio. Per troppo tempo abbiamo pensato di poter godere di rendite di posizione ed ora ne paghiamo le conseguenze nel ranking degli arrivi internazionali.

Le nostre aziende si occupano prevalentemente di outgoing, un attività invisibile quando non addirittura condannabile per i nostri rappresentanti istituzionali, come dimostra il caso di un ex Ministro del Turismo che ci accusò di esportare valuta all estero. E come se l outgoing (attività che coinvolge direttamente anche il settore dei trasporti) non rispondesse al bisogno dei nostri cittadini desiderosi di conoscere altri Paesi e non sviluppasse, nel contempo, fatturato ed occupazione, attraverso un ragguardevole numero di impiegati (peraltro mediamente inquadrati ad un livello più alto rispetto agli altri occupati nel settore), oltreché un importante indotto economico.

Più di una volta, da autorevoli esponenti del settore, è arrivato l invito a trascorrere le proprie vacanze esclusivamente in Italia, quasi che l autarchia sia la soluzione di tutti i problemi. E' banale sostenere che all economia del nostro settore, e quindi del nostro Paese, non si contribuisce solo trascorrendo le proprie vacanze in Italia. Mi chiedo cosa succederebbe se la tendenza a scoraggiare i viaggi all estero prendesse piede anche in quei paesi di cui noi siamo meta. Chi avrebbe più da perdere?

La mancanza di un Osservatorio che monitori la nostra attività e che ci consenta di avere dati di statistica reale utili ad attuare efficaci politiche di investimento, è l ennesima testimonianza della scarsa considerazione in cui sono tenute le imprese del nostro comparto. Lo stesso Osservatorio Nazionale del Turismo, istituito presso il Dipartimento, pur avvalendosi di autorevoli fonti quali Banca d'Italia, Ufficio Italiano dei Cambi, ENIT, Eurostat, Unioncamere - Isnart e UNWTO, riserva una particolarissima attenzione al comparto alberghiero ma non fa altrettanto con il mondo dell organizzazione e della distribuzione di viaggi, come se esso non appartenesse ad una filiera di cui, invece, è ingranaggio fondamentale. Eppure, si tratta di un Osservatorio nazionale sul "Turismo".

E' oggi indispensabile per le nostre imprese l'identificazione di tutti i driver che possano consentire loro una formulazione di strategie efficaci, finalizzate ad orientare la produzione con maggiore reattività alla reale domanda e ad ottimizzare margini e costi. E' quindi necessario identificare una forma di modellizzazione dei comportamenti/preferenze del turista sulla base dell analisi di un insieme di dati già disponibili ma che, ad oggi, vengono utilizzati solo parzialmente. Disponiamo dunque di dati scarsi e contrastanti, con due ordini di risultati: non conosciamo i numeri dell'economia generata dal comparto del turismo organizzato e, in tal modo, non mettiamo le imprese in grado di svilupparsi e di sviluppare processi virtuosi. Un Osservatorio sul comparto ci metterebbe non solo in grado di fare valutazioni consuntive o di trarre indicazioni di  politica industriale , ma consentirebbe anche agli operatori di programmare in modo efficace la propria offerta e di gestire in modo efficiente le proprie imprese.

Più che valutazioni consuntive, sarebbero necessari dati che  intercettino le aspettative o le intenzioni dei fruitori del prodotto turistico, perm