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I dieci misteri del turismo. Un  giallo  per le agenzie

I dieci misteri del turismo. Un  giallo per le agenzie

07 Ottobre 2014
a di sbagliare, non ha dimestichezza con l'ecommerce. Allora si rivolge a un professionista. Che in cambio dei suoi servizi, chiede un pagamento. Tutto regolare, no?Nell'assurdo mondo del turismo, no. Vedere anche il punto precedente.

3 - «FACCIAMO SQUADRA», MA POI SI RESTA DIVISI

Mentre i due punti precedenti si potrebbero applicare a molti altri settori, questo riguarda unicamente il turismo. Molti chiedono di fare squadra, di pesare di più sulla politica e sull'opinione pubblica. Ma pochi sono disposti a lasciare da parte l'interesse del singolo per il bene comune. Salvo poi lamentarsi che non c'è coesione.

4  LAMENTARSI DELL'ECOMMERCE

Diciamoci la verità: ormai solo nel settore dei viaggi internet è visto come un nemico. Altri segmenti, come la tecnologia, hanno subito gli effetti del web in maniera devastante, sia per quanto riguarda l'ecommerce sia per le recensioni online. La concorrenza c'è, e ci sarà sempre. Il che vuol dire che, a fare da contraltare al web, ci saranno sempre i punti vendita fisici.

5 - I DETTAGLIANTI NON ESISTONO

Chiariamo subito: qui si parla dal punto di vista politico. Non appena nelle stanze dei bottoni si accenna al turismo, l'unico pensiero è l'incoming. Gli italiani che vanno in vacanza (contribuendo a fornire il pane quotidiano ad agenti di viaggi italiani che vendono pacchetti di tour operator italiani) non vengono contemplati. T.o., distribuzione e via dicendo non esistono. Una sola domanda: perché?

6  PROMUOVERE L'INESISTENTE

Qui, invece, si parla di incoming, dove troppo spesso sembra vigere la legge 'prima la promozione, poi il prodotto'. Marketing senza contenuto, meravigliosi pacchetti purtroppo privi di regalo al loro interno. Presentarsi bene, certo, è indispensabile. Ma questo non vuol dire che la creazione del prodotto non debba andare a braccetto con la promozione. La pena è trovarsi con tante piccole scatole vuote che rischiano di scontentare il viaggiatore, invece di affascinarlo.

7 - LE MAJOR FANNO LE LOW COST E LE LOW COST FANNO LE MAJOR

Alle compagnie aeree tradizionali piace il modello low cost, e questo non è mistero. E non lo è nemmeno il fatto che Ryanair stia cambiando volto. L'unico vero 'giallo' è: perché i due fronti vogliono copiare i reciproci opposti? La risposta potrebbe essere cercata nei bilanci delle compagnie aeree, che hanno visto decisamente tempi migliori.

8 - CHI È ABUSIVO NON VIENE CONTROLLATO (CHI È IN REGOLA SÌ)

Molti controlli e molti abusivi. Assurdo? Certo, ma c'è un controsenso a monte. Chi è invisibile ai controllori, ovvero chi esercita in modo 100 per cento abusivo, riesce troppo spesso a farla franca. Chi fa il possibile per seguire le regole, invece, si trova sotto l'occhio vigile di chi chiede assicurazioni, bolli e via dicendo. Che almeno si combatta ad armi pari.

9 - SI VENDONO PRODOTTI CHE NESSUNO CHIEDE

Qui, incoming e outgoing trovano il loro punto d'incontro. Chiedersi se nasca prima la domanda o l'offerta è un po' come porsi la celebre questione dell'uovo e della gallina. Se Apple non avesse offerto l'iPad, oggi nessuno lo chiederebbe, è vero. Ma perché, troppo spesso, nel turismo si continuano a offrire prodotti che il mercato non richiede? Il discorso potrebbe andare dalla rotazione settimanale (ormai inadatta a venire incontro alle esigenze dei viaggiatori) fino all'ostinazione di promuovere all'estero determinate offerte che non vanno incontro ai gusti dei diversi bacini stranieri. Insomma, in alcuni casi dare ai clienti quello che chiedono potrebbe essere un primo passo per uscire dall'empasse in cui sembra entrato il turismo.

10  LA DIFFERENZA TRA PUNTO VENDITA E TOUR OPERATOR È UN MISTERO PER POCHI INIZIATI

Cosa distingue la Fiat da un concessionario, oppure la Bayer da una farmacia? La domanda, posta a chiunque, sembrerebbe estremamente sciocca. Ma, ribaltando la stessa questione nel mondo del turismo, molti resterebbero a bocca aperta. Il fatto che anche nei viaggi organizzati ci sia chi produce (ovvero assembla il viaggio) e chi lo rivende sembra un mistero. In caso di disservizi, l'aspetto può diventare oltremodo determinante. In realtà, il vero interrogativo è: perché, uscendo dallo stretto recinto degli addetti ai lavori, la differenza tra chi fornisce un prodotto e chi lo vende appare un 'giallo' inestricabile? - Fonte: TTG Italia (Servizio a cura di Francesco Zucco)