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GuidaViaggi - Fase di assestamento, il mercato verso nuovi equilibri

GuidaViaggi - Fase di assestamento, il mercato verso nuovi equilibri

22 Gennaio 2018
Le scelte commerciali si fanno più selettive. I due grandi poli, gli specialisti e i villagisti

Il 2017 dei tour operator ha assistito ad assestamenti di mercato e scelte strategiche mirate. In generale il clima di fiducia è stato positivo, mandando in archivio un'estate che secondo rilevazioni di mercato ha fatto segnare almeno un +5% di vendite per il mercato organizzato in generale, ma per i leader il riscontro è stato anche più positivo.

L'inverno è andato in scia, "con le prenotazioni per Natale e Capodanno che hanno registrato un incremento a doppia cifra", come ha sostenuto Astoi Confindustria Viaggi.

Dal punto di vista strategico il Gruppo Alpitour ha rafforzato il suo posizionamento puntando sul valore della verticalizzazione del business, mentre il polo Uvet ha progressivamente adottato un modello di integrazione verticale che lo assimila sempre di più al leader di mercato e che ora lo vede in campo anche sulla parte aerea, in seguito all'acquisizione di Blue Panorama.

Per il presidente Luca Patanè la sfida sarà quella di rinnovare la flotta garantendo un migliore servizio ai passeggeri, individuare gli spazi ancora liberi per le rotte da proporre (l'operazione Cina è un esempio), ma soprattutto accaparrarsi contratti interessanti con i tour operator, visto che l'operatore in house Settemari da solo e la linea non basteranno al momento a riempire gli aeromobili.

I villaggisti

Argomento a parte quello dei villaggisti: Veratour, I Grandi Viaggi e Valtur stanno esplorando nuove strade. Il primo ha adottato da sei anni la strategia della linea, abbinata al core business dei villaggi, che rappresenta ancora il 90% del volume d'affari, sollecitato dal mercato delle agenzie, tra cui emerge la continua ricerca di flessibilità in termini di durata e di tipologia di vacanza. I Grandi Viaggi ha profuso energie e risorse per promuovere una cataloghistica che lo vuole posizionare come tour operator e non soltanto come catena di resort, facendo leva su un dna che risale alle sue stesse origini, gli anni 30 del secolo scorso. Valtur sotto il controllo dì Investlndustrial e guidato dall'a.d. Elena David si propone sul mercato come catena alberghiera ed ha in atto una metamorfosi: le strutture diventano veicolo di promozione del territorio; consolidamento e rafforzamento le parole chiavi del brand. Una storia ancora tutta da scrivere quella di Ventaglio: ad una veloce apparizione ha fatto seguito una altrettanto rapida sparizione dalle cronache di settore.

La produzione

Il mercato della produzione si sta assestando quindi con i due grandi poli verticali costituiti dal Gruppo Alpitour e da Uvet, seguiti da Eden Travel Group che finora ha optato per una scelta di integrazione orizzontale che lo vede operare nel tour operating e nel settore alberghiero ma senza agenzie di proprietà o vettori in house. A questi blocchi contraddistinti da una programmazione ampia si contrappone la realtà degli specialisti, che si sono conquistati la loro fetta di mercato grazie alla conoscenza del prodotto e che dovranno garantire in futuro sempre più solidità e servizi. Le vicende che hanno contrassegnato la fine del 2017 ribadiscono una volta per tutte che in futuro il mondo della distribuzione dovrà riporre la propria fiducia su fornitori finanziariamente solidi, senza lasciarsi fascinare da un pricing ammiccante. Il caso dello stop dei voli effettuato da Balkan Express, che aveva programmato una vasta rete di collegamenti da aeroporti periferici verso l'Egitto, ha mandato in tilt tante prenotazioni verso Sharm el Sheikh nelle date clou di dicembre e questa volta non sarà facile riconquistare la fiducia del trade. Resta invece da capire come procede l'attività di InViaggi, dopo il risanamento e il piano industriale presentato nel marzo scorso; sull'andamento dell'estate 2017 e dell'inverno in corso mancano i riferimenti. Altro caso di attualità che ha tenuto banco il mese scorso è stato quello riguardante la chiusura dei codici a Bluvacanze da parte di Costa Crociere. Qui entra in gioco una scelta commerciale che evidenzia come la selezione dei partner sarà sempre più stringente in un mercato che si sta consolidando. - di Laura Dominici
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