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Guida Viaggi - Turismo responsabile, in arrivo la Carta europea

Guida Viaggi - Turismo responsabile, in arrivo la Carta europea

17 Luglio 2012


"Il turismo responsabile acquisisce sempre più sostenitori e interesse da parte di diverse realtà del turismo italiano. Abbiamo percepito questa crescita e ne siamo soddisfatti". A parlare è Maurizio Davolio, presidente dell'Aitr, l'associazione italiana per il turismo responsabile. Davolio evidenzia che all'interno dell'associazione fanno parte anche 18 tour operator che si ispirano all'organizzazione di viaggi responsabili, 13 organizzazioni non governative che gestiscono progetti di sviluppo turistico in alcuni paesi del mondo, cooperative che propongono turismi alternativi, due editori come il Touring e Lonely Planet, associazioni nazionali come Legacoop, Arci, Wwf, Borghi Autentici d'Italia, l'Ecpat e altre entità.

"Ci lusinga questo interesse verso questa forma di turismo, rafforzato anche da quanto sta avvenendo a livello europeo con i lavori per l'approvazione della Carta europea del turismo sostenibile e responsabile - spiega il manager -. Il testo definitivo, che sarà approvato entro l'anno, impegnerà i 27 Stati membri ad attenersi alla carta, che costituirà un paradigma di riferimento per le politiche del turismo degli stati membri, degli enti locali e dell'industria turistica in generale. Non sarà un obbligo farne parte, ma un invito, confortato dal fatto che gli Stati che faranno proprie le indicazioni della carta, avranno una elargizione in denaro".

Il confronto con le associazioni

Sui temi dell'etica e della sostenibilità l'Aitr si confronta con le organizzazioni di settore come Astoi e Federviaggio, con atenei, enti di ricerca ed enti pubblici interessati alla questione. "Solo dieci anni fa, di turismo responsabile ne parlavano antropologi, studiosi, naturalisti, ecologisti - conclude Davolio -. Oggi il problema è sentito da una fascia molto più ampia di persone e di associazioni. In poco tempo l'Aitr sta toccando il numero di cento associati. Non sono pochi se si considera che i nostri soci sono tutte persone giuridiche . (di A. To.)

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