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Rassegna stampa Astoi
Guida Viaggi - Sardegna, 'Decennio bruciato'

Guida Viaggi - Sardegna, 'Decennio bruciato'

16 Luglio 2013


Non solo caro-traghetti, la regione deve innovarsi

Ancora un convegno, ancora nessuna soluzione. E in mezzo una crisi conclamata ma di cui solo leggendo i numeri nero su bianco si sente davvero la portata. In Sardegna c'è stato un "decennio bruciato", dicono da Confindustria regionale, in pochi anni è stato perso il 21% di traffico. Aggiunge l'assessore regionale al Turismo Luigi Crisponi che in tre anni si sono persi 6 milioni di presenze, 500 milioni di euro di fatturato, 8mila lavoratori.

Sono i numeri che hanno aperto una conferenza-dibattito ospitata pochi giorni fa a Porto Cervo nell'ambito dell'assemblea Astoi. Allarme condiviso dunque con l'associazione dei tour operator: "Siamo sempre etichettati come quelli che portano i turisti all'estero - ha esordito il presidente Nardo Filippetti facendo gli onori di casa -, invece così dimostriamo che ci siamo, vogliamo dare il nostro supporto".

Con il tavolo Tirrenia al Governo tutta l'attenzione è concentrata sul nodo trasporti, ma con quei numeri mantenere questo capro espiatorio non è più plausibile. "I traghetti sono solo una foglia di fico", attacca Alberto Scanu, presidente di Confindustria Sardegna, che non esita a farsi interprete di un mea culpa: "Non siamo stati in grado di intercettare le nuove esigenze, restando ancorati a un cliente, quello che veniva da noi in traghetto due settimane con famiglia e auto al seguito, che non esiste più. siamo rimasti focalizzati sui territori, non sui prodotti, e su un'offerta prettamente balneare e, dunque, fortemente stagionale, ma quest'anno ci sono strutture che non sono riuscite neanche ad aprire".

E allora appare ancor più fuori luogo, e inutile, il paragone fatto dall'assessore con Maiorca ("noi non abbiamo niente di meno, e allora perché da loro il turismo è un successo?"). Ne facciamo uno noi, di paragone, impietoso, che poi è quello lanciato alla platea da Andrea Babbi, direttore di un Enit che "in un bilancio di 18 milioni di euro ne spende 17 per la struttura. La Svizzera ne conta 44 mln solo per la promozione". Fate voi.

Certo, questo non sminuisce il nodo trasporti, però dopo aver ascoltato gli interventi in sala, si capisce che la frattura è  al momento - insanabile: "Noi ribadiamo la nostra contrarietà ad una regione che si fa armatore", afferma Scanu, mentre l'assessore al Turismo Luigi Crisponi difende Flotta Sarda e dice: "Siamo fermi senza il via libera dell'Ue, ma pronti a partire, ci sono 5 mln di euro per l'iniziativa".

Dal canto loro, le compagnie private si difendono: "Abbiamo ampliato le tariffe per i tour operator, ma molti di loro piuttosto che vendere traghetti lasciano invenduti i soggiorni", è il j'accuse lanciato, ad esempio, da Ermanno Sereni, responsabile commerciale Nord Italia di Corsica Sardinia Ferries (voce fuori dal coro, Grimaldi Lines, che vede crescere il business t.o. a tre cifre). Che sia colpa o meno di tour operator svogliati, è vero che è il turismo organizzato a soffrire più di tutti: accade anche in casa Meridiana, dove "le iniziative portate avanti negli ultimi mesi hanno portato ad un incremento dell'advanced booking individuale a due cifre, +21% i passeggeri e +15% il fatturato - illustra Massimo Crippa, direttore vendite charter Meridiana. Certo, può anche darsi che sia solo un'accelerazione di risultati che magari avremmo avuto più avanti". E' comunque un successo di fronte a ben altri numeri a due cifre, quelli della flessione del business coi t.o, -10% i passeggeri e -7% il giro d'affari. E dunque quello che con orgoglio è stato definito dalle istituzioni "il vettore di bandiera sardo" guarda all'estero per portare clienti sull'isola: 60mila i posti internazionali disponibili questa estate, non siamo riusciti a sapere con che esito finora. - di Mariangela Traficante

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