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Rassegna stampa Astoi
Guida Viaggi - L'effetto riprotezioni

Guida Viaggi - L'effetto riprotezioni

22 Febbraio 2011

Perdite secche per le imprese, che si appellano al Governo, mentre si riprogrammano voli e servizi a terra ella crisi egiziana e tunisina non si è dato spazio sufficiente ai costi inflitti alle imprese turistiche, che si stanno muovendo a livello associativo per sensibilizzare il Governo sulle ricadute negative in termini di conto economico e di perdita dell'occupazione. Sono stati formalmente chiesti temporanei slittamenti delle scadenze e sgravi di imposte per le imprese, oltre che semplificazioni di procedure. Il primo gruppo turistico europeo, Tui , ha già contabilizzato in 35 milioni di euro il conto da pagare e il numero due Thomas Cook ha stimato la perdita in 20 milioni di sterline. E' la stampa francese a mettere in luce il fatto che i costi subiti in seguito alle rivolte non sono coperti dalle assicurazioni e in Francia si chiede un fondo di garanzia specifico: "Nessun assicuratore garantisce contro la perdita legata ad avvenimenti come quelli accaduti in Nord Africa ", dicono gli addetti ai lavori. In Italia la situazione è la medesima, se non peggiore, visto che l'attuale gestione del fondo di garanzia è sconosciuta ai più, i fondi sono inconsistenti e da tempo le associazioni chiedono un adeguamento. Inoltre c'è da gestire il problema della superpolizza richiesta dal Codice del turismo, ora all'esame del Parlamento.

Massimo Corsi , responsabile tour operator di Europ Assistance , commenta: " La nostra posizione e quanto applichiamo è ben condiviso dalle indicazioni che Astoi ha dato. Nel caso Egitto- Tunisia sono i t.o. a dover provvedere alla riprotezione dei clienti o al prolungamento di soggiorno nel caso di impossibilità a tornare. Oggi noi, come tutte le altre compagnie assicurative, escludiamo rimborsi in casi simili ". E in merito alla superpolizza si è ribadito che " tali coperture non sono possibili, sia per il rischio che per i costi che dovrebbero essere sostenuti ". Lettori divisi sulle riprotezioni All'indomani del blocco delle partenze verso i due Paesi nordafricani, e presi dalla ricerca di destinazioni dove riproteggere i passeggeri ed organizzare le partenze future, sono state dunque le Canarie la scelta prediletta. Ma davvero possono rappresentare l'alternativa vantaggiosa a Mar Rosso e Tunisia? Lo abbiamo chiesto ai lettori di www.guidaviaggi.it , che dimostrano pareri divisi quasi in misura equa: in lieve vantaggio i no , 55%, dice di sì il 45%. Anche i colleghi europei hanno preso a rimodulare le proprie programmazioni. Il limite temporale è, per ora, aprile: si proiettano fin qui, infatti, i cambiamenti alla programmazione prima imperniata soprattutto sull'Egitto. Poi da maggio si entra sempre più ufficialmente nella vera stagione mediterranea, e si vedrà. Il colosso Tui ha deciso di destinare fino a metà aprile 50mila posti aggiuntivi su Canarie (40mila) ed Antalya (10mila). Canarie in primo piano anche per il gruppo tedesco Fti , che ha incrementato i voli Air Berlin. Anche i t.o. francesi si sono riorganizzati, ma hanno ampliato gli orizzonti. Look Voyages per esempio ha ampliato l'offerta su Marocco e Repubblica Dominicana. Thomas Cook punta su Tenerife e Fuerteventura, ma Fram ha deciso di aumentare l'offerta anche su Baleari, Turchia, Malta, e sulle nostre Sicilia e Sardegna. Anche le compagnie aeree si riorganizzano. La britannica Jet2.com , ad esempio, ha deciso di sospendere il Mar Rosso dal 1° marzo. Circa 4mila posti alla settimana verranno dirottati su Spagna e Portogallo, approfittando anche del crescente interesse degli inglesi per queste mete. Qualche mossa si è iniziata a vedere anche tra i t.o. nostrani, passata la concitazione dei giorni caldi della crisi. Sicuramente una spinta seppure inconsapevole - al mercato può arrivare dall'apertura delle vendite andi Laura Dominici e Mariangela Traficante ticipate sul Mare Italia, ma se questo può aiutare sulle partenze estive, rimane un argomento ancora debole sull