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Guida Viaggi - Iva inglobata rischio per due

Guida Viaggi - Iva inglobata rischio per due

15 Febbraio 2016

Per la distribuzione la mossa implica un abbattimento della redditività, ma per i t.o. una possibile perdita di
quote e rapporti più instabili con le adv

Un rischio per le agenzie, ma a ben guardare anche per i tour operator. Qualora dovesse passare la sceltadi inglobare l'Iva nelle commissioni riconosciute dai t.o., e oggetto di autofattura, si aprirebbe uno scenario incerto che potrebbe spingere la distribuzione a sostenere con maggiore convinzione l'autoproduzione boicottando, conseguenza logica, una fetta di vendite intermediate.

Ad esprimere questa ipotesi è Paola Frigerio, responsabile programmazione e direzione network di Frigerio Viaggi: "La strada che stanno adottando molti operatori penalizza esclusivamente il reparto agenziale con l'abbattimento di oltre 2 punti della nostra redditività. Il messaggio che arriva alle agenzie è disincentivante e spinge alla disintermediazione. Per noi a maggior ragione diventa importante tutta la nostra programmazione e quindi è imperativo l'utilizzo del nostro catalogo e del sito".

La normativa prevede che siano assoggettate ad Iva le commissioni relative a prodotti con destinazione Italia o Uè, mentre sono escluse quelle attinenti prodotti con destinazione Extra Uè. Nel primo caso gli agenti di viaggi, pur leggendo nell'autofattura i due importi (provvigione e Iva) non vedevano addebitarsi il secondo in quanto a carico del tour operator. Se però il calcolo dell'Iva venisse inglobato alla commissione, automaticamente il suo valore verrebbe ridimensionato.

Pierluigi Fiorentino, segretario generale Fiavet ed esperto fiscale, è cauto: "II quadro non è ancora chiaro. Certo le norme che disciplinano l'applicazione dell'Iva nel nostro comparto devono essere rispettate - commenta -, ma assolutamente non possono servire per giustificare le libere scelte di politica commerciale dei tour operator. Fiavet sta monitorando la situazione in modo da valutare, in una analisi approfondita e completa, i corretti aspetti sia fiscali sia contabili delle diverse fattispecie".

I commenti Astoi dal canto suo replica per voce del suo presidente Luca Battifora: "L'associazione non ha alcun ruolo nelle scelte dei singoli associati. In questa vicenda Astoi si è limitata a fornire l'assistenza di un consulente fiscale ai soci che ne hanno fatto richiesta per verifiche ed approfondimenti relativi alla corretta interpretazione e nel rispetto delle normative vigenti. E' errato sostenere che i t.o. hanno deciso di far pagare alle agenzie l'Iva che spetterebbe invece a loro stessi. I t.o. continueranno a sostenere il costo dell'Iva sulle destinazioni UE sulla parte del proprio guadagno, lasciando a carico delle agenzie il pagamento dell'Iva nella misura del 22% sulla porzione relativa alla commissione". Nel momento in cui si scrive non è certo se Astoi aderirà alla tavola rotonda promossa da Fto sulla corretta interpretazione della normativa fiscale vigente.

"Con questa iniziativa vogliamo consentire agli attori del comparto - spiega Francesco Sottosanti, direttore Federviaggio - di prevedere gli impatti sui bilanci ed intraprendere negoziazioni utili". Sottosanti sottolinea che "Fto è molto presente sull'argomento in quanto abbraccia diversi fattori di vitale importanza per il mondo del turismo organizzato: la comprensione della fiscalità di settore; i rapporti tra produzione e distribuzione e il conto economico delle aziende. Il compito di una federazione di settore moderna è spendere la propria credibilità nel favorire la contrattazione attraverso dialogo e trasparenza". Intanto, però, emerge che molte agenzie non si erano accorte - firmando i contratti - che nelle condizioni generali era stato previsto questo cambiamento contrattuale.

E così Paolo Mazzola, presidente Fiavet Emilia Romagna Marche esorta alla prudenza nella firma. Franco Gattinoni, presidente di Ainet, spiega: "Abbiamo chiesto un confronto diretto con Astoi per far chiarezza". Di autogol parla invece Ivano Zilio, patron di Primarete e consigliere Ainet: "Posso capire che peri t.o. è anche un'esigenza di bilancio, però è un dato di fatto che le adv e i network andrebbero a perdere una marginalità importante e i t.o. perderebbero quote di mercato". T.o. non convenzionati, stranieri, tailor made e realtà online sarebbero, secondo Zilio, i beneficiari di questa mossa. Ora si aspetta la replica della produzione. - di Laura Dominici