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Guida Viaggi - Il Codice secondo De Leo

Guida Viaggi - Il Codice secondo De Leo

08 Marzo 2011

Intervista al tourism commercial director di Mondial

Il Codice Brambilla propone di rendere obbligatoria una polizza che garantisca il viaggiatore dall'insolvenza dell'operatore di viaggi. E' ritenuta una proposta del tutto inaccettabile da parte degli operatori e quel che più conta è che è inattuabile da parte delle compagnie assicurative. Le associazioni come Astoi ne hanno chiesto subito " lo stralcio integrale ", perché " la previsione di una copertura assicurativa così come ipotizzata comporterebbe oneri insostenibili a carico degli operatori ". Oggi che del Codice del turismo rimane aperta la revisione degli assetti di governance e in sede di Commissione bicamerale per la semplificazione si possono far presenti le criticità della normativa, proviamo a contribuire approfondendo sull'argomento e rivolgendoci

alla memoria storica delle assicurazioni di viaggio in Italia. Dal 1982 in Cea, Antonio De Leo ha passato sette fusioni di compagnie assicurative e ancora oggi lavora per la leader, Mondial , come tourism commercial director .

Gv: Direttore, insomma questa copertura si può fare o no? "No. Non ci sono assicurazioni disposte a farlo. La proposta non è un rischio che ci possiamo assumere. Inoltre ho studiato il caso: nel mondo ci sono coperture di questo tipo, non in Italia né in Europa. Abbiamo detto tutte queste cose al ministro". Gv: Ma siete stati propositivi almeno... ci spieghi come. "Piuttosto l'abbiamo invitata a obbligare i pax ad assicurarsi sui rischi sanitari prima di partire. Ci pare più sensato, in tema di vacanze sicure, rendere l'obbligatorietà sull'assistenza medica più che sul rischio d'impresa". Gv: Ma il travel factoring non nacque sempre per ragioni d'insolvenza? Fu un business. "Infatti. Vent'anni fa Francorosso, Best Tours e altri t.o. storici ottennero con il factoring di Banca Intesa la garanzia di pagamento a favore del t.o, dando la certezza al cliente che dopo avere pagato il viaggio sarebbe partito sempre. Brambilla invece vuole farla scattare al momento dell'insolvenza. Il factoring era una sorta di fidejussione in pro-soluto e si basava su una convergenza d'interessi: del cliente, del t.o. e dell'agenzia. Oggi è cambiato perché si sono messi dei tetti e il factoring copre fino a certi livelli di fatturato nei confronti del tour operator. Ma resta una garanzia". Gv: Insomma, questa polizza da Codice sarebbe una fidejussione sbagliata. "Guardi, Mondial è stata l'unica al fianco delle agenzie con quella per la Iata, dal 1984 a due anni fa. Poi la sinistrosità è cresciuta in maniera gigantesca. Persino le agenzie storiche sono state colpite da default. Non possiamo pensare di entrare in una nuova rischiosità così elevata. E siamo già stati magnanimi rispetto alle normative, mi creda". Gv: Cosa intende? "L'ex decreto 111 oggi 206 ha conferito soggettività alla responsabilità civile. Sa che rispondono dei danni anche tutti i collaboratori dell'azienda-tour operator? E se un cliente cade da un parapetto di un albergo inserito in un pacchetto del t.o, si può rivalere su quest'ultimo?". Gv: Ma vale ancora la pena fare gli assicuratori di viaggio? "Il potenziale di mercato è ancora alto e le agenzie non colgono appieno questa opportunità. Le faccio un calcolo: il fatturato di un'adv lombarda è mediamente 1,5 milioni, 500 euro il costo medio di un servizio, tremila i clienti che transitano. Noi consideriamo buona un'agenzia che produce 5mila euro e la media di una Globy è 150 euro. Tutto questo significa che le agenzie di viaggi sfruttano appena l'1% del mercato potenziale". Gv: E la concorrenza "nuova"? Axa, Chartis, le polizze online low cost. Timori? "Per lavorare in questo mercato occorre essere molto specialisti, non si può essere assicuratori tradizionali. Il successo di Mondial è che da noi compri tutto: assistenza, annullamento, Rc, coperture catastrofali. E' difficile che una compagnia sia a 360°. I nostri commerciali sono consulenti su