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Guida Viaggi - Il caso Wind Jet e le reazioni del mercato

Guida Viaggi - Il caso Wind Jet e le reazioni del mercato

04 Settembre 2012


Una via di salvezza per Wind Jet potrebbe arrivare dalla stessa terra siciliana che ha visto nascere la compagnia catanese. Alla data in cui scriviamo, infatti, si attendono da un lato incontri a Roma, dove pare che il ministro dei Trasporti Corrado Passera abbia fatto le sue convocazioni "per fare il punto sulla situazione", convocazioni accolte dal sindaco catanese Raffaele Stancanelli ma di cui invece in Regione sembra non abbiano ricevuto ancora notizia. Intanto però si è fatta avanti una cordata tutta siciliana, fatta di professionisti e imprenditori siciliani che avrebbero anche messo già a punto un piano di salvataggio: una soluzione-ponte per assicurare la continuità aziendale, con l'affitto per stralcio dell'azienda alla società che sarà creata dai componenti della cordata. L'unica certezza è che è passato ormai quasi un mese dallo stop con cui Wind Jet ha lasciato a terra, proprio a ridosso del Ferragosto di una stagione già segnata dalla crisi del turismo, migliaia di passeggeri. Scatenando subito il balletto delle altre compagnie italiane (compresa anche Alitalia che Wind Jet avrebbe dovuto, in origine, acquisirla), dei loro voli speciali e delle tariffe agevolate. Le hanno chiamate riprotezioni, termine che non è andato a genio proprio a tutti.

Le associazioni

L'intera vicenda ovviamente ha prontamente suscitato le reazioni delle associazioni di categoria, che hanno colto l'occasione per ribadire la necessità di un fondo di garanzia per fronteggiare casi simili. "Siamo alle solite", ha commentato Nardo Filippetti, presidente di Astoi. "Sin dal 2008 la nostra associazione, in totale sintonia con le maggiori associazioni dei consumatori, sta chiedendo con urgenza un fondo di garanzia che intervenga in caso di insolvenza o fallimento di operatori e di compagnie aeree". Anche Fiavet è intervenuta denunciando "la totale assenza di regole relative al fallimento di una compagnia aerea e il risultato è che si naviga a vista, senza certezze né per i clienti né per gli operatori", ed ha fatto appello al ministro Passera per la costituzione di un tavolo sui default delle compagnie. Default che, nel caso di Wind Jet, si poteva anche prevedere. E' questa la tesi sostenuta da Andrea Giuricin, fellow dell'Istituto Bruno Leoni, secondo il quale il piano di salvataggio per mezzo di Alitalia non era percorribile. "L'Enac, il regolatore aeroportuale, sapeva tutto questo fin dall'inizio", aggiunge l'esperto di trasporto aereo. Per Giuricin sono quattro le motivazioni contingenti del fallimento: "La crisi economica; l'alto prezzo del petrolio; la concentrazione del mercato; la crescita delle grandi compagnie low cost". L'acquisizione da parte di Alitalia era sostanzialmente impossibile, spiega l'esperto, sia per ragioni Antitrust, sia perché il vettore di bandiera non poteva accollarsi ulteriori perdite nell'attuale congiuntura. Tuttavia, prosegue Giuricin, "se l'Enac sapeva della situazione delicata da oltre un trimestre, non si capisce il perché non abbia ritirato la licenza o dato quella temporanea al vettore siciliano".

Gestione bocciata - L'opinione degli utenti di www.guidaviaggi.it

Alla data in cui scriviamo è ancora il 16 settembre il termine ultimo per i voli speciali approntati dai vettori in soccorso ai passeggeri lasciati a terra da Wind Jet. Ma ai nostri lettori le operazioni sembrano non piacere. Il sistema aereo italiano sta gestendo bene questa crisi solo per il 26% dei rispondenti al nostro poll. Dice di no il restante 74%. - di Mariangela Traficante

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