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Giornale Di Sicilia - Gli italiani più impauriti ma continuano a viaggiare

Giornale Di Sicilia - Gli italiani più impauriti ma continuano a viaggiare

08 Gennaio 2016
Il Censis: il 65% condizionato dal rischio attentati 

Il 65,4% degli italiani ha modificato le abitudini per timore di attacchi terroristici. E ad essere «contagiate» dalla paura sono soprattutto le donne tra i 35 e i 44 anni, residenti nelle regioni del centro, secondo un'indagine del Censis, che fotografa le abitudini di vita degli ultimi dodici mesi, interrogandosi sulle «ragioni dell'onda populista che sta investendo le società europee».

Un dato che contrasta in parte con l'analisi degli operatori turistici, che registrano solo un leggero freno alla voglia di viaggiare degli italiani: all'estero si è recato il 3% in meno rispetto al 2014, in compenso però è cresciuto il numero di quanti hanno scelto come metà una città italiana, soprattutto nelle festività di fine anno. Tornando all'indagine Censis, più nel dettaglio, il 73% degli italiani evita di fare viaggi all'estero, in particolare in Paesi a rischio attentati. Più di tutti rinunciano i giovani tra i 18 e i 34 anni (il 77%). Il 53% evita luoghi simbolo, potenziali bersagli di attentati, come monumenti, stazioni ferroviarie e piazze. Il 52,7% si tiene alla larga da cinema, teatri, musei, concerti. Il 27,5% non prende più la metropolitana, il treno o l'aereo. Il 18% evita addirittura di uscire la sera.

Variegate sono le risposte sulle possibili «vie d'uscita» dall'emergenza. Il 44% degli italiani chiede la creazione di una forza europea che fermi i terroristi ovunque nel mondo. Il 38,6% ritiene essenziale aiutare le forze democratiche e laiche dei Paesi arabi. Il 27% vorrebbe che fossero inasprite le pene per i terroristi arrestati. Il 26% propone di investire contro il disagio sociale nelle periferie e tra gli immigrati. Il Censis fa notare inoltre come la discriminazione etnica sia in crescita in tutta Europa: il 64% dei cittadini dell'Ue ritiene che sia diffusa nel proprio Paese e il dato sale al 73% tra gli italiani.

Cresce dunque la paura, ma secondo i dati degli agenti di viaggio nell' annus horribilis in cui la Francia apre con l'attacco a Charlie Hebdo e chiude con le terribili stragi del 13 novembre, l'anno in cui il turismo tunisino è messo in ginocchio prima dalla strage dei crocieristi al Bardo e poi da quella dei bagnanti a Sousse, resiste la voglia di viaggiare. «Oggi anche la tragedia del terrorismo sia per gli agenti di viaggio che per i turisti stessi - spiega Jacopo De Ria, presidente di Fiavet, Federazione italiana associazioni imprese viaggi e turismo - è diventata una delle cose da gestire e con cui convivere.

Possiamo dire che senza dubbio ci sono stati cali sul turismo verso l'estero (del 3% circa), ma questo ha determinato addirittura aumenti dei clienti italiani in certe città italiane». E rispetto all'estero, Luca Battifora, presidente di Astoi Confindustria Viaggi, spiega: «Finito l'effetto emotivo comprensibile subito dopo gli attentati, le persone non stanno rinunciando ai viaggi. Magari, rispetto alle grandi capitali europee, per queste feste hanno scelto le città medie e piccole come Siviglia, Lisbona e le capitali nordiche. E poi i Caraibi, Mauritius e le Maldive».