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Rassegna stampa Astoi
Federturismo Confindustria sulla Manovra annunciata dal Governo il 13 Agosto (sito web Federturismo Confindustria)

Federturismo Confindustria sulla Manovra annunciata dal Governo il 13 Agosto (sito web Federturismo Confindustria)

17 Agosto 2011

 Una manovra a due facce . E la posizione di Renzo Iorio, Presidente di Federturismo Confindustria.  Se, da un lato, finalmente si affronta il nodo della semplificazione della burocrazia amministrativa e dei costi della macchina pubblica, dall altro purtroppo si colpisce dove è più facile colpire (lavoro dipendente), senza nessuna concreta azione contro le aree di evasione e di abuso e senza nessun intervento per sostenere lo sviluppo.

 I provvedimenti annunciati, prosegue Iorio,  appaiono di corto respiro e orientati solo a ridurre il numeratore (debito pubblico) senza curarsi del denominatore (PIL). Privilegiano un ottica di tagli lineari di breve periodo senza nemmeno accennare a iniziative per la crescita e la ripresa. In questo modo si affronta solo uno dei lati del problema, ed è davvero difficile vedere un progetto-paese per i prossimi anni.

 Sono costretto a rimarcare che anche questa manovra, purtroppo  dopo la recentre introduzione della tassa di soggiorno per  ammorbidire gli enti locali e far avanzare l iter del federalismo  continua a considerare il turismo come fosse qualcosa di quasi superfluo, da contenere nei periodi di crisi. Una volta di più, ci si dimentica che il settore turistico genera oltre il 10% del PIL italiano e dà lavoro a qualche milione di addetti nel nostro paese!

 Difficile leggere altrimenti il provvedimento sullo spostamento delle festività civili per ridurre i cosiddetti ponti. Una misura miope, che non valuta neppure come il recupero di produttività rischi di risultare marginale rispetto alla perdita di fatturato e di gettito derivanti dai mancati introiti per i settore turistico.

 Il turismo italiano deve essere visto come una risorsa vitale per il nostro paese. Bisogna varare subito riforme vere e strutturali, che non comportano investimenti per lo Stato, ma possono assicurare finalmente crescita e sviluppo. Ecco tre esempi che sono anche richieste del settore turistico al Governo:

Invece di attuare misure di meramente contingenti, come lo spostamento del 25 aprile al lunedì (che, come detto, avrà impatti addirittura negativi sul PIL) perché non realizzare un intervento globale di riassetto sui calendari scolastici e della pubblica amministrazione, oltrechè del sistema produttivo, in coerenza a quanto avviene a livello europeo? In questo modo si favorirebbe una vera destagionalizzazione delle vacanze e delle chiusure (e, di conseguenza, della produzione), che avrebbe soltanto effetti positivi sia sul lato della produttività manifatturiera che sul settore turistico, come dimostrato in tutti i Paesi europei che hanno adottato misure del genere.

In termini di amministrazioni locali - e per il turismo, oltre 11.000 enti pubblici che se ne occupano a vario titolo in Italia sono fuori da ogni logica e decenza - perché non accompagnare l annunciato taglio delle strutture con il non ancora emanato decreto di indirizzo del Governo sulla destinazione della tassa di soggiorno che ha senso solo se sostiene investimenti sul territorio per migliorarne la fruibilità turistica e non deve essere improprio mezzo per coprire i deficit di cassa degli enti locali?

Semplifichiamo le norme del settore e rendiamole omogenee per tutte le tipologie di impresa per accelerare lo sviluppo, evitare gli attuali abusi e favorire nuove iniziative imprenditoriali e l attrattività degli investimenti esteri in Italia.

Bisogna che il Governo torni a pensare allo sviluppo. Abbiamo un appuntamento fondamentale che ci aspetta tra pochi anni e gli occhi del mondo saranno puntati tutti su di noi. Expo 2015 può essere una fantastica vetrina per il nostro Paese, in primis per il turismo italiano: ragioniamo in prospettiva quindi e mettiamo oggi le basi  con buon senso e intelligenza - per creare sviluppo nei prossimi anni, soprattutto in questo difficile frangente.